Sanità

feb272019

Farmacie comunali, dipendenti: l'allarme rosso è pienamente giustificato

Farmacie comunali, dipendenti: l’allarme rosso è pienamente giustificato
L'allarme rosso, attivato in queste settimane tra i dipendenti delle farmacie comunali o partecipate in fase di trattativa per l'acquisizione da parte di grandi gruppi e multinazionali del settore, è "pienamente giustificato". A dirlo è la Filcams-Cgil che segnala due situazioni in evoluzione proprio in questi giorni. Una riguarda Genova dove il Comune ha deliberato a dicembre la vendita delle sue 8 farmacie. I sindacati sottolineano che in un primo momento, "una trattativa sindacale lunga e difficile sostenuta dalla mobilitazione dei lavoratori, che hanno partecipato a vari scioperi e manifestazioni di dissenso dentro al Consiglio Comunale, aveva portato all'inserimento di elementi di tutela occupazionale dei lavoratori coinvolti nella delibera definitivamente approvata dal Consiglio". Tuttavia, il 14 febbraio in un nuovo incontro con i sindacati, "l'Amministrazione comunale ha dichiarato che la parte della delibera dell'11 dicembre che garantiva i livelli occupazionali non può essere applicata perché è stata cassata dal parere negativo dell'Avvocatura. Esprimendo indignazione per questa notizia, i lavoratori con le organizzazioni sindacali si riservano ogni azione legale o di protesta a tutela dei propri diritti". Intanto, notizia di un giorno fa, comparsa sull'edizione locale di Repubblica, il gruppo slovacco "Dr. Max" che ha già due punti vendita a Genova e in Italia ha altre 15 farmacie di proprietà, ora punterebbe ad aggiudicarsi il pacchetto delle comunali. Il brand fa parte del fondo "Penta Investments", sul cui sito vanta di aver "implementato un modello di business di successo della farmacia discount che offre ai clienti prezzi bassi e migliori servizi", affermazione che, sottolinea ancora il quotidiano, "ha preoccupato addetti ai lavori e sindacati".

L'altra situazione portata all'attenzione da Filcams-Cgilè quella di Modena dove è prossimo il cambiamento di proprietà delle quote di maggioranza delle Farmacie Comunali di Modena, Sassuolo, Desio "finora in mano a Finube (prima di Coop Estense, ora Coop Alleanza 3.0) e ora in procinto di essere acquisite da una multinazionale del settore, insieme alla gestione effettiva per un numero variabile di anni nei diversi Comuni. La trattativa, se andrà in porto, dovrebbe concludersi entro pochi giorni. Per i lavoratori e i cittadini sarebbe un cambiamento molto sensibile: mentre finora con il coordinamento tecnico di Fcr il modello di servizio era quello delle comunali emiliane recentemente celebrato anche da Report, se arrivasse davvero Admenta sarebbe un cambiamento drastico da molti punti di vista. Oltretutto dal punto di vista contrattuale l'ipotesi dell'arrivo di Admenta crea fondatissimi timori riguardo al mantenimento degli accordi in essere, se si guarda allo stato dei rapporti sindacali nella maggior parte delle aziende che già gestisce. Fanno quindi bene lavoratori e sindacati a mobilitarsi preventivamente chiedendo ora garanzie ai Comuni (che rimangono comunque i titolari delle farmacie) riguardo al mantenimento del contratto di servizio, dei livelli occupazionali e degli accordi".

C'è poi la situazione di Farmacap di RomaCapitale dove "numerose mobilitazioni dei lavoratori negli ultimi mesi avevano chiesto un nuovo piano industriale e la fine del commissariamento per il rilancio dell'azienda pubblica, ma pare che l'amministrazione capitolina abbia preso un'altra direzione. La protesta delle organizzazioni sindacali continua". In questo scenario, prosegue il sindacato, "Assofarm ha ritenuto opportuno rassicurare sulla tenuta del sistema e anche il recente accordo con Anci sembra andare in direzione di un consolidamento delle realtà positive esistenti". E conclude: "Nelle singole aziende interessate da questi cambiamenti c'è molta preoccupazione e la volontà di fare il possibile per evitare modifiche peggiorative del lavoro e del servizio ai cittadini" e esprime solidarietà ai delegati e ai lavoratori impegnati per ottenere "condizioni contrattuali dignitose e per continuare a fare servizio pubblico".
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