Sanità

mag172022

Farmacie comunali, sciopero regionale in Umbria: mancato rinnovo e proposte inadeguate

Farmacie comunali, sciopero regionale in Umbria: mancato rinnovo e proposte inadeguate

Si fermano per l'intera giornata di mercoledì 18 maggio circa 250 dipendenti che lavorano nelle farmacie speciali (ex municipalizzate) dell'Umbria. Ecco i motivi

Si fermano per l'intera giornata di mercoledì 18 maggio, con le modalità previste per il settore circa 250 dipendenti che lavorano nelle farmacie speciali (ex municipalizzate) dell'Umbria. La mobilitazione è stata lanciata dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ed è a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale scaduto ormai da 7 anni. Allo sciopero si aggiungono due manifestazioni: a Perugia, sotto la sede del Comune a Palazzo dei Priori, dalle ore 9.00, e a Terni, anche qui sotto il Comune (lato via Roma) dalle ore 10.00.

Dosaggi effettivamente attivi: dibattito aperto

Alla base della protesta, ricordano i sindacati "l'indisponibilità dell'Associazione datoriale Assofarm a definire un impianto normativo ed economico adeguato alle professionalità del comparto, che tanto ha dato nel corso della pandemia, anche a fronte delle modifiche legislative intervenute che hanno cambiato in maniera sostanziale il lavoro del farmacista". I temi su cui "le proposte dell'associazione datoriale appaiono pesantemente insufficienti" sono salario, orario di lavoro, mercato del lavoro e professionalità. "Inaccettabile" dicono i sindacati la proposta "di autofinanziare il rinnovo del Ccnl attraverso l'eliminazione di 72 ore di Rol in cambio di un aumento salariale poco più che equivalente. Insufficiente, secondo i sindacati, anche la proposta datoriale sul riconoscimento della professionalità, quantificata da Assofarm con "un'indennità mensile di 25 euro per i farmacisti che realizzino tutte le mansioni della farmacia dei servizi, comprese le vaccinazioni"."

Del mancato rinnovo, si apprende dalla stampa locale, si è discusso lunedì nel corso di una conferenza stampa convocata da Assofarm Umbria. La trattativa, è stato spiegato nel corso dell'appuntamento, si è aperta a novembre e l'obiettivo è "ridurre le differenze contrattuali che ancora permangono, in maniera anacronistica, tra il farmacista privato e il farmacista pubblico, tant'è che le proposte fatte ai sindacati dei farmacisti pubblici hanno cercato di allineare il più possibile le clausole del contratto privato con quelle del redigendo contratto pubblico da rinnovare". Il 31 maggio ci sarà un confronto sulla parte economica del rinnovo ma nel frattempo, a sostegno della trattativa, gli scioperi come quello organizzato per mercoledì 18 in Umbria andranno avanti.

"Quella a cui stiamo assistendo - ha detto alle agenzie stampa Venanzio Gizzi, presidente Nazionale Assofarm - è una vertenza di carattere nazionale che ha assunto un aspetto tale da diventare non condivisibile da parte nostra, perché si tratta di una tempesta in un bicchiere d'acqua. È singolare vedere queste agitazioni nel momento in cui la trattativa sta andando avanti: si sta discutendo regolarmente e con una certa fretta, nel rispetto di quanto permesso dai sindacati". Per Antonio D'Acunto, presidente regionale di Assofarm, la volontà di rinnovare il contratto "è unanime e condivisa"; quanto allo sciopero, "sarebbe sicuramente più opportuno ed efficace organizzare manifestazioni che abbiano un respiro più ampio".
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