Sanità

giu82018

Farmacie contro la violenza sulle donne: il progetto Mimosa fa rete con i Comuni

Farmacie contro la violenza sulle donne: il progetto Mimosa fa rete con i Comuni
Entra in una nuova fase il progetto Mimosa di primo aiuto in farmacia alle donne vittime di violenza, promosso dalle farmacie veronesi. Un'iniziativa nata a livello nazionale nel 2014 da un'idea dell'Associazione di Napoli "Farmaciste Insieme", forti della consapevolezza che il ruolo della farmacia possa avere una grande valenza sociale, che adesso vuole rafforzare il legame con i Comuni. «In questo momento, con l'aiuto della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Verona, si stanno creando sinergie e reti tra i Comuni della provincia e le farmacie» spiega Arianna Capri, vicepresidente di Federfarma Verona, e prosegue «quando un comune si mette in contatto con noi del Progetto Mimosa, organizziamo un corso specifico per quel comune, come è appena avvenuto a Bussolengo». Il corso di formazione è rivolto ai farmacisti, ma si apre a tutte le altre figure di riferimento sensibili al contrasto dei maltrattamenti fisici e psicologici ai danni del genere femminile. In questo contesto, la farmacia costituisce il primo sportello di aiuto grazie alla figura professionale del farmacista che avrà la sensibilità di cogliere eventuali casi delicati a cui saprà essere di supporto e orientamento primario.

«La farmacia è un luogo ideale, di fiducia, dove viene mantenuto l'anonimato, libero e gratuito, fatto di professionisti sanitari empatici all'interno di una rete di collaborazione istituzionale a supporto del disagio femminile» sottolinea Capri «È importante per noi farmacisti imparare a riconoscere la violenza: non solo quella fisica, che si evidenzia da una contusione senza una spiegazione, ma anche quella psicologica e quella economica. Per esempio una donna che non può gestire in autonomia i soldi per comprare dei beni primari come i farmaci, deve allertare chi sta dietro al banco».

E aggiunge «la risposta è tendere una mano, per entrare in confidenza, trovando il tempo e un luogo appartato. Il nostro compito alla fine è quello di orientare la donna verso il centro antiviolenza». A disposizione delle 241 farmacie aderenti a Federfarma Verona, una locandina e un pieghevole contenente i riferimenti dei principali centri di ascolto accreditati sul nostro territorio a cui le donne possono rivolgersi. L'iniziativa è svolta da Federfarma Verona, insieme a Vision - Osservatorio Nazionale di Vittimologia, Telefono Rosa, Spazio Ascolto Uomini, Centro Antiviolenza telefono h24 Prefettura di Verona, Rete Nazionale Antiviolenza 24h24, Ordine Farmacisti, Agifar giovani farmacisti.


Chiara Romeo
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