Sanità

lug82013

Farmacie e demenza, Trabucchi: studiare per essere preparati

anziana

Il numero di pazienti affetti da demenza è destinato a raddoppiare nei prossimi 20 anni, almeno secondo le stime della Gran Bretagna, dove si discute di come meglio istruire i farmacisti perché siano di aiuto ai malati di Alzheimer e ai loro familiari. Secondo Sally Arnison, farmacista presso la Barnton pharmacy di Edinburgo che per prima ha sperimentato un training specifico insieme ai suoi collaboratori, occorre aumentare consapevolezza e conoscenze relative alle demenze in tutto il team di una farmacia, per esempio «ricordando di inserire i dispositivi per la somministrazione (di farmaci o alimenti) nel programma di aggiornamento dei farmacisti, perché si ritroveranno regolarmente a contatto con persone affette da demenza». «In Italia» ci spiega Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione italiana di psicogeriatria «quella del counseling in farmacia su queste patologie è già una realtà molto presente e utilissima, anche se di sicuro ci sono spazi di miglioramento. Lo studio è la base per conoscere e risolvere la maggior parte dei problemi. Il consiglio sui farmaci, i supporti dietetici, i dispositivi medici, la medicazione delle ferite, così come il collegamento con la rete di servizi presenti sul territorio trovano nel farmacista il fulcro ideale. Questo tipo di attività potrebbe anche diventare una fonte di guadagno aggiuntivo, a patto che i farmacisti siano effettivamente preparati sulle problematiche delle malattie croniche e che il Servizio sanitario li integri concretamente nella rete di servizi territoriali per le demenze».


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