Sanità

nov42016

Farmacie in fallimento, Contarina: a Roma due in due giorni ma la crisi è generale

Farmacie in fallimento, Contarina: a Roma due in due giorni ma la crisi è generale
Due farmacie fallite negli ultimi 2 giorni, più di 30 casi tra fallimenti e concordati preventivi dall'inizio dell'anno e un 30% in condizioni finanziarie gravissime e ormai senza futuro indipendentemente dalle dimensioni. A denunciarlo è Vittorio Contarina, presidente della Federfarma Roma con riferimento alla città di Roma e provincia, ma segnalando «un problema generale di crisi, che interessa tutta l'Italia e che non è più solo delle piccole farmacie perché a fallire sono anche quelle di grandi dimensioni che perdono marginalità a causa del calo del valore delle ricette e dello svuotamento dei centri cittadini e la cui sostenibilità economica è fortemente a rischio». E quando una farmacia fallisce e chiude, sottolinea «chiude per sempre perché senza sostenibilità difficilmente verrà riaperta con pesanti conseguenze non solo per chi in quelle farmacie ci lavora, ma anche e soprattutto per i cittadini».

E aggiunge: «C'è ancora chi continua a definirci una casta, ma quella di oggi non è più la farmacia degli anni '80 e '90. La realtà sono i numeri che raccontano tutta un'altra storia, e le ultime due farmacie fallite a distanza di neanche 48 ore l'una dall'altra testimoniano di una fortissima crisi che non può più essere sottovalutata dalle istituzioni, le quali devono assolutamente metterci nelle condizioni di dare alla cittadinanza il servizio di pubblica utilità di cui hanno bisogno. Non chiediamo favori o agevolazione. Vogliamo soltanto rispetto e un riconoscimento formale della crisi che stiamo attraversando. In questo momento la nostra categoria è fragile e non è assolutamente in grado di reggere altri colpi».

Alla generale situazione di difficoltà, si somma quella più peculiare della città di Roma: «Molte farmacie» spiega Contarina «a causa del blocco dei decentramenti sono letteralmente intrappolate in zone della città ad elevato valore urbanistico, con affitti che arrivano a 8.000 euro al mese ma ormai abbandonate da altri esercizi commerciali, dagli uffici e dagli abitanti. Per queste farmacie il bacino di utenza si è ridotto a 200 abitanti, ben lontano dal quorum dei 3.300 abitanti. Difficile quindi immaginare la loro sostenibilità economica, tanto meno pensare a investimenti in servizi o alla ristrutturazione dei locali che nei casi in cui è stata fatta ha generato debiti che hanno aggravato la situazione attuale. Al sindaco Raggi - conclude il presidente di Federfarma Roma - chiedo di riattivare appena possibile i decentramenti e anche se bisognerà attendere fino alla fine della procedura di assegnazione dell'ultimo concorso, l'invito a di iniziare a parlarne oggi per essere pronti quando sarà il momento di essere operativi. Ma il tempo a nostra disposizione è sempre di meno ed è necessario, per quanto possibile, accelerare i tempi perché ogni mese è fatale e fa la differenza tra il fallimento e la sopravvivenza. Non possiamo aspettare ancora».


Simona Zazzetta
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