Sanità

mar192017

Farmacie nei percorsi di cura e punizioni per chi antepone il profitto. Le richieste dei tavoli della Fofi

Farmacie nei percorsi di cura e punizioni per chi antepone il profitto. Le richieste dei tavoli della Fofi

Rivedere il codice deontologico per impedire che nell'epoca dell'ingresso delle società di capitali le farmacie rinuncino al ruolo etico di sorvegliare che tutti abbiano le terapie e proporre con forza la farmacia territoriale nel governo dei percorsi clinici e di aderenza alle terapie: sono i messaggi più ricorrenti, frutto dei cinque tavoli aperti a Farmacista Più, che hanno consegnato al presidente Fofi Andrea Mandelli un mandato per rimodellare la professione e tutelare i cittadini. Il tavolo sulle politiche del farmaco che ha per portavoce Roberto Tobia di Utifar parte dal presupposto che in tempi dov'è più difficile l'accesso alle terapie, l'apertura ai capitali voluta dal Ddl concorrenza in assenza di correttivi può incidere negativamente sul rispetto del diritto alla salute. Si propone a Fofi di attivarsi per modelli di partnership pubblico-privato volte ad evitare discriminazioni tra pazienti e che l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza non riguardi solo la dispensazione dei medicinali ma anche la farmacia dei servizi. Altra proposta, rivedere il regime di distribuzione dei farmaci veterinari per renderli tracciabili.

Il tavolo su governance e farmaci innovativi, a voce di Giuseppe De Filippis presidente dell'Ordine di Como propone che proprio al fine di evitare disparità nella dispensazione dei farmaci da un luogo all'altro d'Italia la farmacia territoriale entri nelle reti cliniche di cure primarie per realizzare programmi di miglioramento dell'aderenza terapeutica, di farmacovigilanza, di assistenza domiciliare integrata e servizi di primo livello. E' essenziale pure rivedere la remunerazione così da costruire una figura di "farmacista di comunità". Michele Favero Fofi Udine, tavolo sull'etica della responsabilità, è preoccupato dal fatto che il Codice deontologico non si conosca bene, chiede di esemplificarlo e di spiegarlo entrando nei dettagli pratici, «bello sarebbe uno studio sulla redditività delle farmacie ad alta valenza etica. Inoltre -riflette Favero- tante farmacie si propongono su web e social e ci chiedono linee guida di comportamento». Riflessione sull'ingresso dei capitali: occorrono regolamenti che consentano di punire chi induca i collaboratori a comportamenti non consoni al Codice.

Francesco Rastrelli delegato Fofi Lombardia, tavolo sulla farmacia dei servizi, sottolinea l'esigenza di rinnovare al più presto la convenzione e chiede che la farmacia sia più "presidio sanitario". 
Urge poter offrire di più attraverso progetti strutturati di presa in carico e per l'aderenza terapeutica. «E se l'Asl si ribella si creino alleanze per lavorare sul territorio; sulla base dell'esperienza lombarda, si inserisca la farmacia dei servizi nei percorsi diagnostico terapeutici per la gestione del cronico, e si sviluppi una disciplina dei servizi a valenza sociosanitaria cercando il più possibile un'uniformità a livello nazionale. Inoltre gli apparecchi che a seguito della legge del 2010 sono stati introdotti per esami del sangue sono obsoleti, ce ne sono di nuovi con nuove specifiche, fanno più parametri», per Rastrelli occorre una riflessione con le Asl e le regioni. Infine, il tavolo giovani guidato da Pia Policicchio Fenagifar chiede che sia gli studenti dei corsi di Farmacia sia quelli dei corsi Ctf abbiano già dal 2° anno conoscenze di attività nelle farmacie, per sapere quale futuro scegliersi, tra tanti laureati tra cui sarà difficile emergere; chiede un nuovo modello formativo anche post-laurea, farmacia certificata da società specialistiche con requisiti strutturali e organizzativi  da rispettare, linee guida sui servizi cognitivi e professionali e una commissione di studio Fofi-Fenagifar-atenei per avviare il farmacista a nuove forme di comunicazione e renderlo riconoscibile alla popolazione.

Mauro Miserendino


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