Sanità

ott42018

Farmacie notturne, è allarme a Roma: da 65 a 22 in sette anni. In vista altri cali

Farmacie notturne, è allarme a Roma: da 65 a 22 in sette anni. In vista altri cali
Le farmacie notturne di Roma sono diventate 22, da 65 che erano prima delle liberalizzazioni degli orari introdotte da Monti, e tendono a ridursi ancora, con il rischio per il servizio alla popolazione. L'allarme è stato lanciato, in un intervento al corso dell'Ordine di Roma dedicato alla vigilanza e alle ispezioni in farmacia, dal presidente Emilio Croce, che conferma l'impegno a portare avanti con la politica la possibilità di introdurre modifiche alla normativa, anche per le farmacie, attraverso i lavori parlamentari in corso in commissione Attività produttive di revisione della liberalizzazione oraria. Ma intanto, dalla politica, arriva la disponibilità a dare massima attenzione alle istanze delle farmacie.

La liberalizzazione degli orari, ha spiegato Croce in un articolo di ieri di Rifday, si è tradotta, «almeno per il servizio farmaceutico, in uno stravolgimento di un sistema che fino ad allora aveva egregiamente funzionato, regolato da leggi regionali. Un sistema ordinato, che garantiva l'ampia copertura anche del servizio notturno, con più di 60 farmacie aperte nel territorio capitolino, è stato devastato» e i problemi ci sono «più ancora che per i farmacisti, per il servizio farmaceutico e i cittadini. Il risultato, solo per citare un dato, è che le farmacie notturne ora sono un terzo di quelle di prima e tendono a ridursi ancora, togliendo punti di riferimento certi alla popolazione».

Proprio partendo da questi dati, l'Ordine capitolino, come era già stato anticipato, ha iniziato ad avviare contatti con la politica per introdurre modifiche anche nel settore delle farmacie all'interno dei lavori parlamentari in corso in Commissione Attività produttive della Camera per rivedere la liberalizzazione oraria di Monti nel commercio. «Uno sforzo per individuare proposte equilibrate e praticabili per aggiustare la situazione, dunque, va fatto, e da qui sono nati i contatti con l'on. De Toma e il presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato Pierpaolo Sileri che ci hanno permesso di verificare che non ci sono preclusioni ad affrontare anche il problema degli orari delle farmacie, anche se la questione è oggettivamente difficile dal momento che le proposte di legge all'esame della Commissione Attività produttive si occupano esclusivamente degli orari degli esercizi commerciali. Ma non bisogna lasciare nulla di intentato per provare a salire sul carro di questa legge, visto anche l'atteggiamento di disponibilità confermatoci da Massimiliano De Toma, deputato M5S della Commissione attività produttive e cofirmatario di uno dei disegno in esame, e sono certo che la Federazione degli Ordini, Federfarma e gli stessi sindacati dei dipendenti si adopereranno in questa direzione, cogliendo l'occasione dell'iter parlamentare delle proposte legislative all'esame della Camera».
Intanto, proprio da De Toma, intervenuto durante la serata, è stata data la disponibilità ad ascoltare le istanze delle farmacie: «Nessuna promessa» si legge «perché le promesse si fanno solo quando si possono mantenere e qui siamo in presenza di un disegno di legge che si occupa di disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali e non di farmacie, che sono esercizi professionali di salute. Ma certamente posso garantire l'impegno, durante l'iter legislativo del provvedimento, a riservare la massima attenzione anche alle istanze che arrivano dal mondo delle farmacie, nell'interesse dei cittadini, prima e più che in quelle, peraltro del tutto legittime, che ci sono state utilmente rappresentate dall'Ordine di Roma».

Francesca Giani
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