Sanità

lug232014

Farmacie online, corriere FedEx accusato di trasporto di farmaci illegali

Farmacie online, corriere FedEx accusato di trasporto di farmaci illegali

La FedEx Corporation, azienda americana di spedizioni, è stata accusata dal Dipartimento di giustizia americano di collusione con due farmacie online per aver avuto un ruolo nel trasporto e nella distribuzione di farmaci soggetti a prescrizione medica venduti illegalmente, e rischia una sanzione di 1,6 miliardi di dollari. È quanto si apprende da un comunicato dell'Aifa, che sottolinea che l'accusa è di «aver consapevolmente e deliberatamente distribuito sostanze controllate e farmaci da prescrizione tra cui fendimetrazina, zolpidem tartrato, fentermina, diazepam e alprazolam, acquistati attraverso farmacie illegali sul web». La Giustizia americana fa sapere che già nel 2004, la FedEx era stata avvertita dalla Drug enforcement administration, dalla Food and drug administration e da alcuni membri del Congresso che i suoi servizi di trasporto venivano usati per consegnare farmaci senza prescrizione medica da farmacie online illegali, in violazione del Controlled substances act, del Food, drug and cosmetic act e di varie leggi statali. Quello stesso anno, per tutelarsi, la FedEx aveva istituito una "credit policy" per le farmacie online, chiedendo a queste ultime di fornire una lettera di credito di una banca come garanzia. Ma nel frattempo, dico le autorità Usa, dalle consegne legate al commercio di farmacie illegali online, l'azienda avrebbe guadagnato almeno 820 milioni di dollari e, se sarà giudicata colpevole, sarà costretta a pagare una multa pari a una cifra di almeno il doppio, circa 1,6 miliardi di dollari. Il caso FedEx viene seguito anche dalle autorità italiane e sarà oggetto di esame nell'ambito della Conferenza dei servizi del Tavolo di lavoro interistituzionale sulle farmacie web illegali, avviato dall'Aifa nel 2012, ma anche nel più ampio contesto delle iniziative di controllo cooperative cui Aifa partecipa, come l'operazione Pangea. Quest'ultima, di fatto, permette ad Aifa, Dogane, ministero della Salute e Nas di rapportarsi con corrieri e gestori di sistemi di pagamento il quali, quando non applicano criteri stringenti di valutazione delle attività dei propri clienti, rischiano di diventare supporto involontario ad attività criminali vere e proprie, come la vendita di farmaci illegali e pericolosi. Aifa ricorda il suo impegno nel «contrasto alle farmacie illegali testimoniato dal progetto Fakeshare, finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del Programma "Prevention of and fight against crime", di cui l'Agenzia è capofila e al quale partecipano altre amministrazioni come l'Agenzia regolatoria spagnola e portoghese. L'obiettivo del progetto consiste nel coordinare le iniziative portate avanti dai Paesi europei nel settore delle e-pharmacies illegali, garantendo la gestione condivisa delle attività di monitoraggio e di intervento in questo ambito».

Simona Zazzetta



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