Sanità

lug262018

Farmacie rurali su piccole isole: anche d'estate servizio garantito. Caso Elba a rischio querela

Farmacie rurali su piccole isole: anche d’estate servizio garantito. Caso Elba a rischio querela
Il caso lo ha sollevato un giornale locale, segnalando che una turista sull'Isola d'Elba nella notte di sabato, si sarebbe dovuta recare al pronto soccorso per avere un farmaco, perché troppo difficile il sistema di reperibilità delle farmacie. La notizia ha fatto il giro delle testate generaliste locali arrivando, infine, alle orecchie dei diretti interessati: i farmacisti, tutti rurali, che intendono fare chiarezza, e non solo, sul funzionamento del servizio in queste piccole realtà che nel periodo estivo aumentano di gran lunga il numero di presenze sull'isola. A fare un punto a Farmacista33 è Marco Viti, presidente di Federfarma Livorno e titolare di farmacia a Piombino. «Non sappiamo esattamente come si sia svolta la vicenda della turista che dice di non aver trovato una farmacia aperta per l'erogazione di un antibiotico, anche perché non ha sporto denuncia, ma io e miei colleghi elbani riteniamo che non ci sia motivo di lamentarsi per il servizio all'Elba. Conosciamo i problemi del Pronto Soccorso sull'isola, che ha difficoltà a supportare il flusso dei turisti, sia di giorno sia di notte, ma i farmacisti hanno sempre svolto il loro lavoro».

Le 14 farmacie presenti sull'Isola d'Elba, tutte farmacie rurali, sono divise in quattro gruppi. Ogni gruppo ha una farmacia di turno ogni sera: pertanto sono quattro ogni notte le farmacie che garantiscono il servizio. Spiega Viti: «Ricordo che per le rurali, quindi nei Comuni con meno di 25mila abitanti, il turno di notte è a battenti chiusi e su chiamata. La chiamata ad un numero di telefono, o ad un campanello, prevede una risposta entro 20 minuti». E aggiunge: «È assurdo pretendere che anche a fronte di un flusso turistico ingente, per località dove farmacie rurali hanno un orario di apertura fino alle 23, per agevolare i turisti, anche il turno notturno sia a battenti aperti. Inoltre, i colleghi mi hanno assicurato che, a chiamata, non si limitano a dare farmaci con ricetta urgente, ma forniscono anche farmaci da banco, come ibuprofene o paracetamolo, ed è capitato, anche latte in formula per neonati»

Infine, una precisazione: «Da quello che abbiamo potuto leggere sulla cronaca locale, la turista cercava un antibiotico su suggerimento telefonico di un medico. La dispensazione di un antibiotico da parte di un farmacista è sempre su presentazione di una ricetta, non è sufficiente il suggerimento telefonico». In ogni caso, poiché l'accusa è seria, perché se un farmacista non risponde alla chiamata è perseguibile penalmente, Federfarma Livorno, insieme all'avvocato dell'associazione, sta valutando la possibilità di sporgere querela.

Chiara Romeo
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