Sanità

set222017

Farmacie Sicilia, Tobia: rimborsi minimi alle Asl per spese improprie. Dovuti per lo più a Dpc

Farmacie Sicilia, Tobia: rimborsi minimi alle Asl per spese improprie. Dovuti per lo più a Dpc
«La restituzione alle aziende sanitarie siciliane di somme versate a seguito di prescrizioni inappropriate o di spese "inutili" interessa solo residualmente i farmacisti territoriali, e riguarda soprattutto la distribuzione per conto». Roberto Tobia presidente Federfarma Palermo e tesoriere Federfarma nazionale fa un po' di chiarezza dopo articoli apparsi sulla stampa regionale che spiegano come in Sicilia, e in particolare a Palermo, si stia rimediando in parte al deficit chiedendo ai medici ospedalieri, territoriali e ai farmacisti il reintegro di somme spese per prescrizioni eccessive o inappropriate. «Per quanto riguarda Palermo (dove i media hanno sollevato il caso più recente, con l'Asp che per l'ormone della crescita ha chiesto indietro all'università 867 mila euro, ndr), il grosso delle somme da far rientrare è costituito da spese causate da prescrizioni ospedaliere sulle quali noi farmacie territoriali non abbiamo possibilità di intervenire. Sul territorio, la spesa impropria, di cui abbiamo chiarito i contorni a un tavolo tecnico insieme alle rappresentanze dei medici di famiglia, è generata per lo più da problemi di spedizione verificatisi su medicinali distribuiti per conto, o da errori formali dovuti a difformità tra i piani terapeutici specialistici e le ricette susseguenti dei medici di medicina generale; per queste "formalità" sia i farmacisti sia i medici hanno circoscritto le responsabilità e condiviso i pagamenti. Le difformità prescrittive stanno però per essere superate -aggiunge Tobia- con l'arrivo, tra qualche mese, del piano terapeutico online».

Intervistati dal quotidiano DoctorNews, i medici Fimmg hanno parlato anche di casi "limitatissimi" in cui il farmacista anticipa una medicina rinviando il paziente al medico per la prescrizione, che però poi non risulta appropriata al controllo del servizio sanitario regionale. «Non si può anticipare un farmaco a un paziente per legge, se non in casi esplicitamente previsti da deroghe», dice Tobia. «Ove dietro una spesa "impropria" vi fosse una situazione di questo genere vi sarebbero conseguenze pesanti per il professionista, che non mi risultano». Esiste invece -ma sarebbe in calo come testimoniano le minori richieste di rimborso nel 2017 - una prescrizione diffusa di alcuni farmaci di fascia A, a partire da quelli per cui sono state introdotte le schede di monitoraggio. Schede che però, secondo Tobia, sono sostanzialmente «un aggravio burocratico per il medico, non un rimedio alla maggior spesa, che nel caso dei PPI è stata contenuta dal ribasso dei prezzi, prima ancora che dai contenuti della delibera poi sospesa».


Mauro Miserendino
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