Sanità

nov222022

Farmacie solidali, rinnovato il protocollo d'intesa anche per il 2023

Farmacie solidali, rinnovato il protocollo d’intesa anche per il  2023

Banco Farmaceutico, Egualia e Fofi insieme per sostenere la rete dei Presidi farmaceutici solidali, avviata nel 2021 a favore delle persone che vivono in stato di povertà


Rinnovato per il 2023 il protocollo d'intesa tra Fondazione Banco Farmaceutico, Egualia e Fofi a supporto del progetto della "Rete dei presidi farmaceutici solidali" avviato nel 2021 per favorire la cura delle persone che vivono in stato di povertà attraverso un sostegno strutturale alle realtà che già offrono loro medicine e terapie gratuite. Obiettivi principali del protocollo: implementare e sostenere la creazione di una rete dei Presidi farmaceutici solidali (Pfs) per la cura delle malattie delle povertà e delle migrazioni, da realizzare tramite partner già attivi nel territorio nazionale nel campo del volontariato e della solidarietà sociale e realizzare al termine dell'esperienza un report sulle patologie più trattate tra i pazienti che si rivolgono ai Pfs in relazione alle patologie prevalenti, alle linee guida di terapia e alla scelta dei farmaci dispensati.
La partnership appena rinnovata porta da 2 a 11 il numero degli enti convenzionati con Banco farmaceutico che nel corso dei prossimi dodici mesi beneficeranno dell'iniziativa. Si tratta di enti assistenziali dislocati da Nord a Sud Italia (Milano, Torino, Cuneo, Verona, Roma, Bari, Catania, Agrigento) che hanno già comunicato al Banco la propria previsione di fabbisogno afferente a 475 principi attivi per un totale di 106.386 confezioni. Si tratta di medicinali afferenti alle principali aree terapeutiche e destinati al trattamento delle patologie più comuni.

La funzione sociale dei farmacisti

Nel progetto sono coinvolti anche farmacisti volontari, responsabili delle attività di verifica, conservazione, stoccaggio, distribuzione e dispensazione dei farmaci donati, e distribuiti da Banco Farmaceutico, che saranno stoccati in un armadio farmaceutico dedicato e il cui flusso in-out sarà registrato con sistemi informatizzati per il monitoraggio di tutte le operazioni. Le aziende farmaceutiche associate a Egualia doneranno prodotti medicinali sottratti appositamente dal circuito commerciale, con l'obiettivo di coprire interamente il fabbisogno annuale delle realtà benefiche coinvolte.
«Questo progetto esprime in maniera concreta il valore sociale dell'impegno che i farmacisti svolgono quotidianamente in favore delle comunità in cui operano. La nostra categoria è naturalmente vocata all'assistenza di chi si trova in stato di necessità e conferma una grandissima sensibilità e partecipazione alle iniziative di solidarietà volte a contrastare le disuguaglianze di salute», sottolinea il presidente della Fofi Andrea Mandelli.
«Per il quarto anno consecutivo le aziende di Egualia hanno scelto di impegnarsi nell'attività di solidarietà, integrazione e assistenza alle fasce più deboli della popolazione nei diversi territori», afferma il presidente di Egualia, Enrique Häusermann. «I dati dell'Osservatorio sulla povertà sanitaria del Banco farmaceutico ci dicono che lo scorso anno in Italia almeno 600mila persone povere non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno perché - nonostante il forte universalismo del Servizio Sanitario Nazionale, il 42,2% della spesa farmaceutica resta a carico delle famiglie. Dopo due anni di pandemia stiamo vivendo una nuova emergenza globale che sta già determinando un ampliamento delle aree di sofferenza cui non possiamo non dare una risposta concreta».
«La situazione economica e storica desta molta preoccupazioni; pensiamo, in particolare, a tante persone fragili che saranno spinte in una condizione di ulteriore marginalità e a tante famiglie lambite per la prima volta dalla povertà. Ci consola, però, poter trovare nel nostro cammino di sostegno a chi è indigente persone, aziende e istituzioni che ci permettono di fare il nostro lavoro e che, come nel caso della rete dei Pfs, rappresentano anche un importante segnale di umanità e speranza», aggiunge Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus.
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