Sanità

mag132015

Farmacista clinico, in Spagna attivo in ospedale e sul territorio

Farmacista clinico, in Spagna attivo in ospedale e sul territorio

Sui nuovi ruoli e servizi che la professione del farmacista può trovarsi a svolgere nell'immediato futuro si moltiplicano le sperimentazioni nei vari paesi europei. Miguel Angel Calleja, vice presidente della Società di farmacia ospedaliera spagnola, ha presentato nel corso di un convegno organizzato da Sifac a FarmacistaPiù, il programma in corso a Granada per l'integrazione tra territorio e ospedale. Si tratta di un progetto estremamente articolato che prevede che farmacista ospedaliero e farmacista sul territorio si interfaccino settimanalmente e, addirittura, ci sono alcuni farmacisti che lavorano alternativamente nella farmacia ospedaliera e in quella di comunità. Tutto questo per ottimizzare la riconciliazione delle terapie in uso ogni volta che un paziente viene ricoverato in ospedale e, dopo, ogni volta che viene dimesso. A Granada tutte le procedure sono gestite in maniera informatizzata: esiste una cartella clinica online che raccoglie tutta la storia del paziente, visibile e compilabile dal farmacista ospedaliero, da quello territoriale, dai medici specialisti e da quelli di famiglia. In pratica al momento del ricovero l'ospedale vede già la storia clinica del paziente e le terapie in atto, anche se poi il farmacista controlla e completa queste informazioni parlandone direttamente con il paziente. Il protocollo prevede due liste di farmaci che necessitano di approcci distinti: per quelli inseriti nella prima lista il farmacista ospedaliero deve procedere alla riconciliazione terapeutica entro un massimo di 2 ore dal ricovero, per gli altri ha tempo 24 ore. Analogamente la procedura alla dimissione prevede che il farmacista territoriale dedichi almeno 20-25 minuti di colloquio con il paziente per istruirlo sulle nuove terapie. La riconciliazione sui due fronti, ospedaliero e territoriale, permette di intercettare eventuali discrepanze e di correggerle immediatamente perché il farmacista, rispettivamente in ospedale e sul territorio, fa da tramite con il medico prescrittore, specialista ed Mmg, al quale si rivolge per correggere subito le incongruenze terapeutiche.

Elisabetta Lucchesini



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