Sanità

dic32020

Farmacista di famiglia, Gizzi: presentato emendamento. Che sia il suo momento?

Farmacista di famiglia, Gizzi: presentato emendamento. Che sia il suo momento?

In un nuovo emendamento al Ddl del decreto Ristori il farmacista di famiglia viene considerato "figura di riferimento per lo sviluppo e il potenziamento dei servizi territoriali"

In un nuovo emendamento al ddl di conversione del decreto Ristori, (on. Lannutti primo firmatario), il farmacista di famiglia viene considerato "figura di riferimento per lo sviluppo e il potenziamento dei servizi territoriali" e per esso si prevede una remunerazione per quota capitaria a fronte di un massimale di pazienti presi in carico, che avranno diritto a scegliere il proprio farmacista di famiglia. Lo segnala il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi in un commento a sua firma nell'ultimo Notiziario Assofarm, ricordando che nel luglio 2017 il tema fu lanciano proprio da Assofarm e lo scorso giugno, durante la votazione del famoso decreto Rilancio, venne presentato un emendamento nel quale per la prima volta si parla del farmacista di famiglia.

Aumentata considerazione per le farmacie da amministrazioni regionali

"Non sappiamo se questo secondo tentativo avrà esito più fortunato del primo - scrive Gizzi - ma è chiaro che stiamo assistendo a un fermento francamente inusuale per il mondo della distribuzione del farmaco. Oggi l'insistente azione politica sul farmacista di famiglia, ieri altri emendamenti a sostegno delle farmacie rurali e delle farmacie presenti nei comuni con meno di tremila abitanti. Nei mesi scorsi l'apertura da più parti alla vaccinazione antinfluenzale in farmacia. Il tutto accompagnato da attestati di considerazione per le farmacie da parte di amministratori regionali. Tra questi, ultimi in ordine di tempo, si ricordano gli Assessori alla sanità del Lazio D'Amato e del Friuli-Venezia Giulia Riccardi. Non è certo questo il momento per poter capire se tutto ciò darà vita a un vero e proprio periodo riformatore di cui il nostro settore ha vitale necessità ma che da anni stenta a partire. L'emergenza Covid rende facili i proclami e favorisce gli approcci radicali. La sanità italiana e le farmacie abbisognano però di cambiamenti strutturali, da realizzarsi con una convinzione che travalica le emozioni contingenti. Certo è però che l'epidemia ha radicalmente mutato il modo in cui è considerata la farmacia territoriale: da ramo secondario e trascurabile del sistema, oggi siamo diventati una risposta ai problemi latenti che il Covid ha reso manifesti. A noi il compito, non demandabile a nessun altro, di battere questo ferro caldo".
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