Sanità

giu142017

Farmacista di famiglia, Mana (Federfarma Piemonte): nuova strada per remunerazione. Agire insieme a Mmg

Farmacista di famiglia, Mana (Federfarma Piemonte): nuova strada per remunerazione. Agire insieme a Mmg
«I presupposti per costruire un farmacista di famiglia e superare l'attuale modello di remunerazione mista a partire dalla prossima convenzione ci sono. Una cultura della collaborazione tra medico di famiglia e farmacista in alcune parti d'Italia già si è sviluppata, ma prima di parlare di "farmacista di famiglia" dovranno meglio diffondersi le collaborazioni tra noi e i medici sull'aderenza terapeutica». Massimo Mana presidente Federfarma Piemonte e artefice delle sperimentazioni congiunte con Fimmg per migliorare l'aderenza terapeutica dei pazienti cronici, commenta le notizie che arrivano dalla Toscana e dalla Svizzera.

A Sud dell'Appennino si pensa al farmacista di famiglia, a Siena il Direttore Generale Enrico Desideri e il delegato Assofarm Alessio Poli hanno definito un modello di remunerazione che premia il ruolo di consulenza del farmacista nelle cronicità. In Svizzera intanto la Federfarma locale, Pharmasuisse, ha proposto la presa in carico dei pazienti e la dispensazione di farmaci con obbligo di prescrizione per ovviare al rarefarsi dei medici di famiglia. Se il contesto è diverso da quello italiano - in alcuni cantoni il mmg può dispensare farmaci e dalle farmacie passa solo il 50% della spesa nazionale per medicinali- è anche vero che le stesse farmacie sono 1774, con rapporto di una a 4500 abitanti, la crisi pesa come in Italia. E simile è il trend di declino della medicina generale: tanti pensionamenti, pochi rimpiazzi. Pharmasuisse punta a teleconsulti lampo con specialisti per la prescrizione, remunerati a prestazione (15 franchi); noi ancora sul modello di presa in carico ad assistito. Tuttavia sembra si vada verso una sostituzione di alcuni compiti della medicina generale. Mana distingue tra le due proposte, l'italiana e la svizzera: «Occorre distinguere la collaborazione gomito a gomito tra medico e farmacista, che resta difficilissima da attuare più per diffidenze provenienti da parte del mondo medico che per assenza di materie in cui fare fronte comune, e gli ambiti in cui una collaborazione può essere sviluppata. Di certo non nell'acuzie, ma nella cronicità, in un sistema ben codificato, al farmacista potrebbe essere concesso di ripetere cure prescritte dal mmg e di attivare protocolli di aderenza. In Gran Bretagna crescono le sperimentazioni dove il farmacista è abilitato a ripetere terapie. Qui, certo, andrebbero fissati dei paletti. In materia di aderenza, nei progetti si potrebbe in futuro ipotizzare di sollevare i medici dalla ripetizione di certi farmaci». Quanto al farmacista di famiglia in sé, «non è una novità. Un farmacista che ha familiarizzato con il controllo dell'aderenza, come nella sperimentazione piemontese, alla fine prende in carico un paziente e una remunerazione si può prefigurare. Anche se non in tutte le situazioni. Oggi un 30% degli italiani è "fedele" a una farmacia e qui ci sono già le condizioni per sperimentare il fascicolo sanitario con il medico di famiglia e magari un aggiornamento delle prescrizioni in farmacia. In città però non è così».

Con la ricetta materializzata a regime, tra l'altro, il paziente può in teoria rivolgersi a tutte le farmacie d'Italia per la dispensazione del farmaco prescrittogli, a differenza che per la sostituzione del medico di fiducia. Mana conferma: «Nella dematerializzazione ci sono elementi perché il modello di presa in carico in farmacia attecchisca anche nelle grandi città; ma, in una metropoli dove un lavoratore ha due tre punti di appoggio ipotizzare un rapido transito alla farmacia di famiglia è difficile. E in ogni caso, non si può imporre dall'alto, la crescita in questo senso deve svilupparsi a partire dalla reciproca conoscenza con il medico e dal diffondersi delle sperimentazioni come quella sull'aderenza terapeutica, che consentono grazie all'apporto del farmacista di migliorare esiti di salute ed efficienza della spesa». Favorevole al farmacista di famiglia come si disegna nelle sperimentazioni sull'aderenza a Pinerolo, Brescia e Treviso ma contrario alla prescrizione del farmacista è Ovidio Brignoli vicepresidente Simg. «La farmacia in certe realtà è matura per un nuovo modello di remunerazione a presa in carico. No invece alla ricetta via teleconsulto in farmacia o ad altri modelli che non rispettano la catena diagnosi direttamente constatata dal clinico-prescrizione: i conflitti d'interesse vanno evitati a salvaguardia dei cittadini, per non generare confusioni e sprechi».


Mauro Miserendino
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