Sanità

set222017

Farmacista e diete: Afen promuove Ddl D'Ambrosio-Mandelli

Farmacista e diete: Afen promuove Ddl D’Ambrosio-Mandelli
Alla luce della sentenza della Corte di Cassazione (n. 20281/2017) che ha incluso il farmacista tra le categorie professionali abilitate a prescrivere diete, vanno aggiornati i pareri sull'argomento della Fofi espresso in una circolare del 2008, e dell'Istituto superiore di sanità espressi nel 2009 e nel 2011. È quanto chiede il presidente dell'Associazione dei farmacisti esperti in nutrizione (Afen) Francesco Maria D'Amore in un'intervista rilasciata nel blog di settore www.farmacistiallavoro.it.
La sentenza di cassazione, ricorda il presidente Afen «riconosce al farmacista la capacità di intervenire a pieno titolo nell'ambito della nutrizione umana e segna un punto di svolta perché chiarisce che non vi è l'esclusiva da parte di dietisti e biologi nell'elaborazione di programmi alimentari personalizzati, competenza riconosciuta anche di medici e farmacisti. Ma soprattutto sancisce che possono essere solo queste le figure professionali a poter elaborare diete e a poter offrire una consulenza nutrizionale ed alimentare. Quindi, basta a coach nutrizionali, motivatori alimentari ed istruttori di vario genere che si appropriano di un ruolo sanitario senza averne i titoli».

Fa sapere anche che l'Associazione avvierà iniziative per far valere la sua posizione: «Noi abbiamo sempre sostenuto che al farmacista spettasse il ruolo sanitario di consulente nutrizionale e che fosse intrinsecamente abilitato all'elaborazione di programmi alimentari personalizzati. A sostegno di questa tesi, e forti della sentenza, Afen ha richiesto l'aggiornamento del parere Fofi sull'argomento, espresso attraverso la circolare n. 7133 del 02/04/2008 dai precedenti vertici. Nella circolare si dichiarava che "non si rivengono disposizioni in base alle quali risulti consentito al farmacista prescrivere ed elaborare diete" e che "pertanto, per quanto riguarda il campo nutrizionistico, il farmacista può fornire consulenze, in particolare nell'ambito delle proprie competenze professionali riguardanti la diffusione di informazioni e consigli nel settore dei medicinali (art. 1 DLgs 258/1991 nonché art. 51 DLgs 206/2007 e art. 96 DLgs 219/2006), ma non può prescrivere né elaborare diete."». D'Amore inoltre, sottolinea come la sentenza abbia smentito «anche i pareri del Consiglio Superiore di Sanità del 15/12/2009 e del 12/04/2011 che a nostro avviso vanno rapidamente rivisti. Abbiamo quindi provveduto a richiedere un aggiornamento del parere al Consiglio Superiore di Sanità e comunicato ufficialmente le nostre osservazioni al Ministro della Salute. Siamo più che fiduciosi in un responso a noi positivo». Infine, aggiunge, dà concretezza a un ddl d'iniziativa dei senatori D'Ambrosio e Mandelli (n. 2717 del 1° marzo 2017) che all'Art. 2, comma 2 dispone che "I farmacisti possono elaborare diete qualora abbiano finalità salutari e non terapeutiche, nonché curare l'attuazione di diete anche prescritte per finalità terapeutiche": «È stato un atto di lungimiranza da parte dei nostri alti rappresentanti, perché è stato un tentativo di regolamentare l'intervento del farmacista, tutelandolo e tutelando la salute pubblica, che per noi è e deve essere sempre il bene supremo. Si è sicuramente guardato al futuro, dal momento che da questo anno accademico nei corsi di laurea in farmacia ci saranno esami di nutrizione e dietetica ed ai possibili sbocchi professionali degli oltre 3000 colleghi che annualmente non trovano occupazione».

E conclude: «Il farmacista, per la sua capillare presenza sul territorio, potrà avere un ruolo ancora più incisivo nella prevenzione delle patologie cronico degenerative correlate agli stili alimentari sorretti con evidenti ricadute positive in termini di spesa sanitaria. Non solo, proprio il medico, soprattutto il medico di medicina di base, potrà individuare nel farmacista esperto in nutrizione un fedele alleato in molte terapie».
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