Sanità

feb262016

Farmacista grossista, corto circuito di ordinanze. Federfarma valuta risvolti

Farmacista grossista, corto circuito di ordinanze. Federfarma valuta risvolti
Fa discutere la posizione del Tar Lazio, espressa in distinte ordinanze, che da una parte rigetta la richiesta di sospensiva della nota ministeriale di chiarimento sul rapporto farmacista-grossista e dall'altra accoglie la domanda in merito a provvedimenti dell'Amministrazione locale che la recepiscono. Nella nota, diffusa lo scorso ottobre, il ministero della Salute aveva escluso che i titolari forniti di autorizzazione per la vendita all'ingrosso potessero ridistribuire nella filiera i medicinali acquistati dalla farmacia. Di fatto, spiega a Farmacista33 Maurizio Cini, docente Università degli studi di Bologna, «la sospensiva concessa non comporta un effetto esecutivo perché intervengono su una nota a firma del Ministero che intendeva solo chiarire quanto una legge ha già stabilito. Quindi anche a voler sospendere l'efficacia della nota non si sospende l'applicazione della norma. Peraltro, in nessuno dei casi si interviene su provvedimenti lesivi dei ricorrenti o di divieto di attività, in quanto i documenti impugnati sono note della Regione o dell'Asl che trasmettono il contenuto della nota del Ministero. Ciò che invece stupisce» afferma Cini «e crea solo confusione, è che ci siano due ordinanze di contenuto opposto pronunciate dalla stessa sezione del Tar, con la stessa composizione a distanza di pochi giorni, la prima il 10 febbraio e la seconda il 24 febbraio. Ora bisogna vedere» conclude l'esperto «se il ministero della Salute intenda a sua volta impugnare la sospensiva davanti al Consiglio di Stato». In particolare, nell'ordinanza di accoglimento il Tar non entra nel merito e rinvia la trattazione a ottobre ma fa delle considerazioni sulle conseguenze economiche e sui possibili «rilevanti effetti sulle attività imprenditoriali coinvolte». I giudici motivano la decisione di accoglimento affermando che «non si rinviene una norma che impedisca esplicitamente al farmacista passaggi "interni" dalla farmacia al magazzino di grossista, divieto che le parti pubbliche ricavano dalla ratio del sistema normativo essenzialmente in funzione della garanzia della tracciabilità dei farmaci e della necessità per la farmacia di somministrare in tempo reale agli utenti tutti i farmaci autorizzati in Italia». Tali obiettivi, secondo il Tar non appaiono minati dall'attività che si vuole impedire poiché «è sempre possibile ovviare attraverso meri accorgimenti operativi» e poi non è stato dimostrato che la presenza sul territorio di un magazzino farmacista-grossista «possa ragionevolmente generare un deficit di disponibilità di farmaci». A volerci vedere chiaro è la stessa Federfarma che a suo tempo «aveva accolto positivamente il parere del Ministero perché in sintonia con la sua politica di tolleranza zero nei confronti di carenze e irreperibilità» e ora, si apprende dal bollettino ufficiale «sta valutando con i propri legali contenuti e risvolti delle ordinanze».

Simona Zazzetta
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