Sanità

mar212012

Farmacista ospedaliero, in Europa manca uniformità

Riconoscere la Specializzazione in Farmacia ospedaliera a livello europeo. È tornato a chiederlo, nel corso della conferenza stampa di lancio del 17esimo Congresso dell’Associazione europea dei farmacisti ospedalieri (Eahp), al via da oggi fino al 23 a Milano, Roberto Frontini, presidente dell’Associazione. Oggi, infatti, la libera circolazione dei farmacisti ospedalieri all’interno della Comunità europea è inibita dall’assenza di politiche armoniche tra i vari paesi membri. «L’Italia è piuttosto avanti da questo punto di vista» sottolinea Frontini «visto che già dal 1978 esiste una specializzazione riconosciuta, lo stesso non succede in altri paesi». Per questo il presidente Eahp auspica una sensibilizzazione dei ministeri competenti in prossimità della revisione da parte del Parlamento europeo di una direttiva sulla Formazione del farmacista. Sarà questo uno dei temi della tre giorni di Congresso al quale parteciperanno 3500 farmacisti provenienti da oltre 50 paesi. Una sessione sarà dedicata specificamente alla situazione della farmacia ospedaliera italiana, «le scuole di specializzazione sono ora collegate tra loro» sottolinea Francesca Venturini, membro del board Eahp, «ora bisogna creare una rete anche a livello “concettuale”». In più il Congresso sarà l’occasione per ribadire il successo del farmacista di dipartimento, una sperimentazione portata a termine in cinque strutture sanitarie del nostro paese. Una figura che, negli auspici dell’Associazione, potrebbe offrire un reale contributo alla prevenzione degli errori in terapia e quindi al miglioramento della qualità delle cure.

Marco Malagutti


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