Sanità

apr62021

Farmacista vaccinatore, Conasfa: un'occasione di svolta ma serve riflessione sulla nuova vocazione

Farmacista vaccinatore, Conasfa: un’occasione di svolta ma serve riflessione sulla nuova vocazione

Promuovere un'indagine tra i farmacisti per sapere cosa ne pensano dei nuovi compiti che vengono loro proposti come la somministrazione dei vaccini. La proposta del Conasfa

Come farmacisti possiamo fare anche vaccini se è necessario, ma il nostro ruolo e la nostra formazione ci vogliono accanto ai medici e agli infermieri, non al loro posto, può essere un'occasione di svolta per la professione, ma non così: oltre a tutele legali, formazione e giusta remunerazione serve una riflessione da parte di tutti i farmacisti sulla nuova via che stiamo prendendo per conoscere qual è realmente la nuova vocazione verso cui dirigere la nostra competenza. Questa la proposta del Conasfa che lancia agli Ordini provinciali: "Promuovere una indagine per capire cosa ne pensiamo di tutti questi nuovi compiti che ci vengono proposti/imposti".

Lanciare indagine a tutti i farmacisti sui nuovi compiti

L'Associazione nazionale professionale farmacisti non titolari ricorda il ruolo cruciale svolto dai farmacisti in questa pandemia: "Ci siamo spesi in termini di disponibilità, attenzione e purtroppo anche di vite umane in questo lunghissimo anno. Adesso, dopo una lotta il cui merito, una volta tanto, ci viene riconosciuto, alcune Regioni ci hanno finalmente considerati operatori sanitari tanto da inserirci nella fase 1 delle vaccinazioni". E lancia la riflessione: "Siamo quindi "pronti" per essere utili alla campagna vaccinale? In realtà, non siamo pronti, non siamo formati, non siamo tutelati e ci manderanno di nuovo a " mani nude" a svolgere un ruolo che i farmacisti italiani saranno forse in grado di svolgere ma a rischio proprio e dei cittadini. Possiamo fare tamponi, test sierologici e anche vaccini se è necessario, ma il nostro ruolo, la nostra formazione, ci vogliono accanto ai medici e agli infermieri, non al loro posto. La nostra Professione, ha un'occasione di svolta, ma non così. Dobbiamo riflettere tutti su dove andare e su cosa fare. Non si può e non si deve pensare che tutti i colleghi abbiano la stessa visione e si deve vigilare perché in questo momento, svolgendo ruoli delicati e soprattutto improvvisati, molti colleghi mettono a rischio la propria professione". Secondo Conasfa, inoltre, è "fondamentale che vengano date ai farmacisti collaboratori oltre le giuste tutele verso i rischi legali anche quelle verso il rischio biologico, la giusta formazione (svolta durante l'orario lavorativo) e un'adeguata remunerazione".
"In questo momento sarebbe veramente importante fare una richiesta a tutti, proprio tutti i farmacisti, su cosa pensano della nuova via che sta prendendo la nostra Professione in maniera tale da conoscere qual è realmente la nuova vocazione verso cui dirigere la nostra competenza. Sarebbe bello pensare che ogni Ordine provinciale, in quanto rappresentativo di tutti i farmacisti, promuovesse una indagine per capire cosa ne pensiamo di tutti questi nuovi compiti che ci vengono proposti/imposti. Vogliamo poter idealmente appuntare al camice, a fianco del Caduceo, una targhetta: Orgoglioso di essere il tuo farmacista! Che vuol dire: non essere il tuo medico! Che vuol dire: non essere il tuo infermiere!"
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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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