Sanità

giu202014

FarmacistaPiù 2015, Mandelli: con Expo un palcoscenico importante per progettare il futuro

FarmacistaPiù 2015, Mandelli: con Expo un palcoscenico importante per progettare il futuro

Offrire strumenti per progettare l'evoluzione della propria professionalità, in una logica di sinergia tra le varie componenti, fornire un approfondimento di qualità che dia al farmacista un elemento di distinzione e momenti in cui, all'interno delle tematiche di interesse, si possano avviare percorsi di specializzazione. Il tutto entro «un palcoscenico importante», in cui la farmacia può dare e fare molto, quale è quello di Expo 2015. Sarà questo al centro della seconda edizione di FarmacistaPiù, l'assise annuale dei farmacisti italiani, voluta dalla Fondazione Cannavò con il patrocinio della Fofi e organizzata da Edra, che si terrà a Milano entro la cornice di Expo 2015 dall'8 al 10 maggio, secondo l'anticipazione di Andrea Mandelli, presidente Fofi, nella diretta live via web sul portale Edra in cui ha presentato l'evento. «Portare FarmacistaPiù a Milano ha un significato forte: Expo 2015 è certamente un momento importante, per la visibilità che può offrire, ma anche per le tematiche affrontate, su cui la farmacia può dire e fare molto. È un'occasione per dare alla farmacia un palcoscenico da cui far partire riflessioni e progetti sulla professione e sulla propria evoluzione». Un'evoluzione che parta però da tutti i farmacisti: «La nostra idea è che Fofi sia la casa di tutti, dagli ospedalieri, a coloro che lavorano nell'industria, dai titolari ai non titolari, agli informatori e di conseguenza chiunque sia laureato e iscritto all'albo deve vedere anche in FarmacistaPiù la sua casa. In questa direzione abbiamo già raggiunto accordi perché non ci sia una partnership formale ma una presenza attiva delle varie componenti della professione, che sono chiamate a portare approfondimenti al loro interno e soprattutto a proporsi con tematiche in linea con nuovo il processo di sinergia e sviluppo che vogliamo creare». Obiettivo di questa impostazione è «progettare percorsi ideali nei quali cercare di interessare il farmacista per dargli quel qualcosa in più che cerca: il tema di fondo è certamente quello della specializzazione, necessaria a vincere la sfida che la gente ci lancia tutti i giorni, ma cerchiamo anche di proporre un impianto di grandi relazioni, coinvolgendo i top opinion leader della nostra professione, e perseguire un concetto un po' diverso di fare squadra, così da dare un ulteriore elemento di eccellenza al farmacista, in un percorso che vada oltre la tre giorni». Punto forte è allora anche «il coinvolgimento delle istituzioni, perno per avviare una riflessione sul ruolo del farmacista di oggi e del futuro». In questo senso, «ci tengo a sottolineare che Farmacista Più non è una fiera, ma un momento di confronto sulle idee, in sfondo fieristico, come già è stato delineato e apprezzato nella precedente edizione». E infatti «nel primo appuntamento siamo riusciti a dare risposte in questo senso, ma lo consideriamo un po' l'edizione zero. FarmacistaPiù si è fatto conoscere e ora dobbiamo rivedere tante cose. Il metodo è quello di coinvolgere al massimo tutti: insieme tesseremo un programma di alto livello che veda il farmacista protagonista. Settimanalmente giro l'Italia e non vedo mai colleghi stanchi: i farmacisti sono assetati di voglia di fare, ma non trovano gli strumenti. FarmacistaPiù è allora un appuntamento annuale che va oltre la manifestazione in sé e che tutti insieme dobbiamo progettare».

Francesca Giani



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