Sanità

nov222020

FarmacistaPiù, ministro Manfredi (Miur): più integrazione tra professione e università

FarmacistaPiù, ministro Manfredi (Miur): più integrazione tra professione e università

Riforma dei curricula universitari, esami di Stato e laurea abilitante. Di questo si è parlato con il ministro dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi ospite a FarmacistaPiù: "il cambiamento è necessario"

«L'emergenza Covid-19 ha avuto il potere di accelerare processi già in atto nel sistema globale, implicando un forte richiesta di innovazione e di adeguamento a tali cambiamenti. Il primo di essi è la transizione digitale che, tra le altre cose, ha un forte impatto sui modelli formativi. Questo non significa abbandonare la nostra tradizione, le nostre competenze, ma impone all'università di adeguare il percorso didattico alle esigenze del mercato del lavoro e a quelle dei nostri giovani studenti, che si trovano a esercitare la professione in un mondo che si trasforma molto velocemente». Parole del ministro dell'Università e ricerca scientifica Gaetano Manfredi, ospite del convegno di FarmacistaPiù su "Il Pil sapere e il valore delle competenze: la riforma dei curricula universitari e degli Esami di Stato". L'emergenza sanitaria ha indotto una repentina novità legislativa che ha reso la laurea in Medicina abilitante; un Ddl è stato presentato dal governo perché la stessa prerogativa sia estesa ad altri corsi di laurea, compreso quello in Farmacia. «Abbiamo degli studenti che si sono laureati in Medicina a luglio e che a settembre hanno già potuto partecipare ai corsi di specializzazione», sottolinea Manfredi. «I nostri laureati arrivano troppo tardi sul mercato del lavoro, riuscire a immaginare percorsi integrati ci aiuta ad accorciare i tempi. Mai come in questa fase dobbiamo sapere che il cambiamento è necessario e intercettare i nuovi bisogni e le nuove professionalità. Dobbiamo essere in grado di guidare questo cambiamento, mantenendo la nostra tradizione di qualità del percorso formativo, senza perdere il rapporto con il mondo del lavoro».
In un'ottica di riforma della medicina territoriale, reclamata da più parti, va quindi ulteriormente valorizzata la figura del farmacista; una rivisitazione delle competenze che sia il frutto del lavoro sinergico di mondo accademico, professioni e società scientifiche. «In questa direzione», spiega il ministro, «va il Disegno di legge depositato sulle lauree abilitanti, con l'inserimento nel percorso universitario accademico curriculare dei tirocini professionali, il tema dell'accertamento delle competenze in itinere e l'accertamento finale con l'integrazione di esame di laurea ed esame di Stato, con modalità e presenze nella commissione commisurati ai diversi ruoli e responsabilità».

La riforma del corso di studi

«Le competenze sono alla base della professionalità del farmacista e quindi al centro di un dibattito sulla riforma del corso di laurea che forse dura da troppo tempo», apre la discussione Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò. «Una riforma che si rende necessaria in primo luogo in seguito ai processi di digitalizzazione in sanità, come anche alla opportunità di fare della pharmaceutical care - i cui presupposti sono già presenti nella normativa sulla farmacia dei servizi del 2009 - una parte essenziale della professione, in termini di assistenza al paziente nei processi di cura e di prevenzione». Un insieme di prestazioni, quello prefigurato dalla farmacia dei servizi, che negli anni si sono andate affiancando a quella tradizionale di dispensazione del farmaco e che ora richiedono - ribadisce D'Ambrosio Lettieri - un parallelo adeguamento del percorso formativo. A maggior ragione dopo che il farmacista di comunità ha dimostrato di essere, nei mesi più drammatici della pandemia, una figura sanitaria per certi versi unica sul territorio.
I successivi interventi provengono dal mondo accademico, e in particolare dai dipartimenti di Farmacia: Gabriele Costantino (Università di Parma), Maria Angela Vandelli (Università di Modena-Reggio Emilia) e Andrea Urbani (Cattolica di Roma). Tutti concordi nel considerare necessaria una riforma complessiva, di cui la laurea abilitante deve essere soltanto l'approdo conclusivo. Da parte sua Carolina Carosio, presidente del Fenagifar, offre una testimonianza "sul campo": oggi il farmacista di comunità, per svolgere al meglio la sua professione, deve sapere di farmaci biologici, di diagnostica strumentale, di politica sanitaria, di risorse umane. E di molto altro ancora.

Giuseppe Tandoi
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