Sanità

nov62018

Farmacisti clinici: diritto alla salute condizionato da politiche regionali

Farmacisti clinici: diritto alla salute condizionato da politiche regionali
Il diritto costituzionale della tutela della salute oggi è fortemente condizionato da politiche sanitarie regionali che generano disuguaglianza nell'offerta di servizi e prestazioni sanitarie, alimentano sprechi e inefficienze e influenzano gli esiti di salute della popolazione. È una delle evidenze emerse nel corso del VI Congresso Nazionale della Società italiana di farmacia clinica e terapia (SIFaCT) da una panoramica offerta dai dati ufficiali Istat e gli indicatori di salute presentati nella relazione introduttiva dal Presidente del Congresso Gianemilio Giuliani. Il congresso, svoltosi a Milano nel mese di ottobre, ha avuto come filo conduttore per le varie sessioni, proprio il paziente con i suoi bisogni di salute e le risposte che invece arrivano dagli ormai 21 sistemi sanitari diversi, riassunte nel titolo del Congresso: "La centralità del paziente nei percorsi di cura: quali risposte dalle sanità regionali?". Dalla lettura dei dati ufficiali Istat e degli indicatori di salute, si legge nel report redatto dalla Sifact, si evidenziano "una serie di elementi (livelli della prevenzione, distribuzione della spesa privata, mobilità sanitaria, lo stato di salute e di qualità della vita, performance nelle prestazioni sanitarie), che penalizzano soprattutto le regioni del Sud, e pesano maggiormente sulla fascia di assistibili a più basso reddito, con il rischio della rinuncia alle cure". Da qui la conclusione su come oggi il diritto alla salute sia "fortemente condizionato da politiche sanitarie regionali".

A dare risposte sulla gestione "centrale" della sfida, rispetto al livello di adesione e agli adempimenti su base regionale verso importanti provvedimenti normativi (Piano nazionale della cronicità, "nuovi" Lea, Piano Nazionale di contrasto dell'antibiotico-resistenza 2017-2020, prevenzione vaccinale) come primo passo verso l'omogeneizzazione dei percorsi di cura, troppo spesso condizionati dalle specificità regionali, è stata chiamata Roberta Siliquini, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, intervenuta nella sessione inaugurale. L'attenzione dei farmacisti è stata focalizzata anche sull'informatizzazione della sanità, in particolare, per l'Health technology assessment (Hta) che consente con strumenti metodologici, di aumentare la qualità dell'assistenza, in una prospettiva di razionalizzazione delle risorse disponibili. E poi per l'Information and communication technologies (Ict) cioè l'insieme di strutture e strumenti tecnologici necessari per aumentare la sicurezza, la qualità e la tracciabilità dell'assistenza sanitaria, come per esempio il Fascicolo sanitario elettronico (Fse).

Altro tema di confronto è stata la farmacovigilanza, per la quale si rileva un cambio di registro: non più solo appannaggio dei farmacisti dal momento che ha assunto una dimensione "social" coniugata alla consapevolezza sempre crescente del paziente su un eventuale problema di salute. I colleghi, riporta la Sifact "hanno potuto toccare con mano la disponibilità dei Real World Data di oggi". Il Congresso è stato preceduto da uno specifico evento sulla governance farmaceutica, che ha visto la partecipazione di decisori regionali in una tavola rotonda aperta al contributo oltre che dei farmacisti del Ssn, anche di numerosi esponenti di aziende farmaceutiche che hanno dato vita ad uno stimolante dibattito sulle diverse gestioni locali dei percorsi di cura per i pazienti.
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