Sanità

mag222015

«Farmacisti poco aggiornati? A Fofi e commissione Ecm non risulta»

«Farmacisti poco aggiornati? A Fofi e commissione Ecm non risulta»
«Sono stupito da questi dati. Non risultano né alla Fofi né alla Commissione Ecm di cui faccio parte. Dire che i farmacisti che hanno seguito i corsi Ecm certificati nel triennio 2011-2013 sarebbero il 37% degli iscritti, come è stato scritto sulla base di dati -a quanto pare - Cogeaps, mi pare affermazione poco credibile. Ad esempio, non si specifica la base del calcolo, né credo che il restante 63% non abbia crediti». Felice Ribaldone membro della Federazione degli ordini dei farmacisti in Commissione Ecm commenta il dato diffuso da AdnKronos secondo cui per il Consorzio che registra i crediti di formazione continua delle professioni sanitarie solo poco più di un terzo dei farmacisti si aggiornerebbe, e con una media di 136,5 crediti accumulati in tre anni, inferiore ai 150 crediti richiesti.

Ribaldone premette: «In tema Ecm i dati sono sempre controversi; tempo fa quando il Cogeaps trasmise analogamente dati sui crediti conseguiti ad alcuni ordini ne scaturì una forte polemica. Non è possibile a oggi dare una percentuale di professionisti in regola con i crediti perché è difficile sapere quanti farmacisti godono di esoneri e di esenzioni (ad esempio per maternità) e in che misura e quanto le loro situazioni pesino sul fabbisogno crediti complessivo. Ci sono poi i problemi inerenti al sistema di raccolta crediti». Li riassumiamo: i provider hanno fino a 3 mesi di tempo per registrare i crediti dei discenti e non tutti aggiornano in tempo reale; inoltre, alcuni provider regionali non sono registrati al portale Cogeaps e del resto fino a poco tempo fa oltre al Cogeaps c'era la banca dati del ministero della Salute: alcuni provider potevano essere registrati in una banca dati e non nell'altra. «Ci sono poi i pensionati iscritti e i farmacisti anziani», aggiunge Ribaldone. «Oltre ad avere un forte peso numerico, la loro componente dà a sua volta maggior enfasi alla formazione sul campo conseguita in trent'anni e più di pratica, ed è vero che il peso di queste conoscenze ad oggi non si riverbera nell'attribuzione di valore ai crediti; solo con la definizione del dossier formativo il singolo sanitario avrà la possibilità di scegliere i corsi in relazione alle materie in cui è carente». Ad Andrea Mandelli presidente Fofi risulta in base ai dati degli Ordini, come ha dichiarato ad AdnKronos, che i farmacisti che si formano sono di più, e vi sarebbero "scollamenti tra il dato reale, quello comunicato e quello che risulta dalle statistiche originate da un sistema che non è ancora a regime". Mandelli ricorda il successo dei progetti formativi messi in piedi da Fofi, Federfarma e Fondazione Cannavò e le difficoltà oggettive dei discenti dei corsi: "Non è mai stato chiarito come andasse comunicata e conservata la documentazione relativa, in particolare quella sulle esenzioni e gli esoneri degli iscritti, e il call-center del Cogeaps è stato attivato soltanto nel 2014".

Ribaldone spera che l'"incidente" possa comunque accelerare l'insediamento della nuova commissione Ecm, «che dovrà procedere a differenziare i crediti in relazione alla qualità e utilità del prodotto formativo ponendo fine ai "creditifici", e dare una mano nell'aggiornare la normativa che è ferma all'accordo stato-regioni del 2009; in sei anni molte cose sono cambiate e oggi di tutto abbiamo bisogno tranne che di andare dietro a numeri buttati come sassi in uno stagno».

Mauro Miserendino

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