Sanità

gen132017

Farmacisti-grossisti, Tar Campania dice no a sovrapposizioni ruoli. Mirone: pronti a intervenire su caso Lazio

Farmacisti-grossisti, Tar Campania dice no a sovrapposizioni ruoli. Mirone: pronti a intervenire su caso Lazio
L'attività del farmacista e quella del grossista possono essere svolte dalla medesima figura professionale ma non sono tra loro sovrapponibili. Così una sentenza del Tar Campania, che viaggia sulla stessa linea d'onda della filiera e delle Istituzioni, ribadisce il concetto che lo scorso settembre è stato anche riportato a chiare lettere nel documento condiviso dagli attori del settore. In particolare, il Tar ha bocciato un ricorso presentato da alcuni farmacisti-grossisti locali che volevano impugnare il parere del Ministero della salute che, nel 2015, aveva sostenuto la non sovrapponibilità delle due attività in questione.

«Siamo ben lieti che il Tar Campania si sia mosso in questa direzione fornendo anche indicazioni a chi poi deve operare sul territorio per fare in modo che il protocollo sottoscritto venga applicato - afferma il presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirone parlando con Farmacista33 - I confini tra l'attività del distributore e quella della farmacia vanno individuati in maniera chiara, le due attività devono essere il più possibile distinte per evitare confusioni di ruolo. Intraprendere un'attività imprenditoriale relativa alla distribuzione intermedia non significa attrezzare il magazzino della propria farmacia. Apprezziamo soprattutto le motivazioni contenute nella sentenza perché sottolinea che i due ruoli vanno distinti».

Tra le tesi sostenute dai farmacisti grossisti ricorrenti ce n'era una secondo la quale la nascita di una terza figura professionale a metà tra il farmacista e il grossista la naturale rappresentava la naturale evoluzione derivante dall'eliminazione dell'incompatibilità tra le due attività. Sempre secondo i ricorrenti, questa terza figura sarebbe stata soggetta a regole diverse da quelle applicate per queste prime due figure che esercitano in esclusiva una delle due attività. Una tesi ritenuta "insostenibile" dai giudici campani. Il Tar Campania ha ribadito anche la necessità per i distributori intermedi di rispondere ai requisiti previsti dal d.lgs 219, come quello di detenere almeno il 90% dell'offerta farmacologica, e l'impossibilità di passaggio di materiale dal magazzino della farmacia a quello del grossista. Dopo la tanto discussa sentenza del Tar Lazio che sembrava avvalorare principi contrari a quelli espressi nel documento condiviso dalla filiera, il parere dei giudici campani viene accolta dai vertici di categoria «ancora più positivamente - afferma Mirone - speriamo sia di buon auspicio. Intanto, siamo in attesa di capire cosa ne sarà del ricorso intentato nel Lazio per valutare se intervenire con un'azione rafforzativa rispetto a quello che è il protocollo siglato a settembre 2016».


Attilia Burke
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