Sanità

dic152015

Farmaco salvavita scomparso da mercato. Federconsumatori: attivare Stabilimento chimico farmaceutico

Farmaco salvavita scomparso da mercato. Federconsumatori: attivare Stabilimento chimico farmaceutico
Il farmaco salvavita pipobromano (Vercite) è scomparso dal mercato italiano senza essere sostituito e le segnalazioni inoltrate all'Aifa e al Ministero così come il suggerimento di attivare lo Stabilimento chimico farmaceutico non hanno avuto un seguito. La denuncia arriva da Federconsumatori che in una nota sottolinea che così «non è garantita la continuità terapeutica a pazienti con patologie onco-ematologiche fino a tre mesi fa curate a costi contenuti». Lo scorso ottobre l'Aifa aveva segnalato la cessata commercializzazione del farmaco «a causa della scadenza dell'ultimo lotto attualmente in distribuzione» e ora l'Associazione per «evitare di ricorrere a terapie sostitutive» suggerisce di «prendere in considerazione la utilità di attivare lo Stabilimento chimico farmaceutico».
Federconsumatori, che «continua a ricevere segnalazioni di cittadini che denunciano la mancata reperibilità del farmaco», ha «segnalato l'emergenza sia all'Aifa che al Ministero, ma finora» scrive nella nota «le nostre domande e le richieste di cura dei cittadini rimangono senza risposta». Quanti sono i pazienti costretti a interrompere la abituale ed efficace terapia ed a sperimentare costosi farmaci sostitutivi con costi personali e sanitari? Quanti i rischi e quali sono gli effetti negativi? Di chi è la responsabilità, a seguito della cessata commercializzazione e del mancato ripristino della disponibilità del lo stesso prodotto? Queste le domande poste da Federconsumatori, ma «il Ministro Lorenzin ha ignorato e continua a ignorare quanto sia grave la situazione e quanto sia irresponsabile non garantire la continuità delle cure a fronte di malattie che, se non curate, possono diventare mortali. E» prosegue «non ha nemmeno mai risposto alla nostra lettera 20 ottobre scorso, nella quale, oltre a segnalare il caso Vercite, abbiamo chiesto di non sottovalutare l'allarme sociale e abbiamo suggerito di prendere in considerazione la utilità di attivare lo Stabilimento chimico farmaceutico per evitare di ricorrere a terapie sostitutive, che comportano ulteriori rischi e disagi per i pazienti e conseguenti rischi e costi sanitari per le necessarie verifiche di efficacia e tollerabilità».

(SZ)
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