Sanità

giu262019

Farmacologo clinico, Fofi e Sifo: proposta dannosa per competenze e ruolo del farmacista

Farmacologo clinico, Fofi e Sifo: proposta dannosa per competenze e ruolo del farmacista

Farmacologo clinico, Fofi e Sifo affidano a un comunicato congiunto la denuncia della lesività per il ruolo del farmacista della proposta di legge Iannaro

La proposta di legge che introduce la figura del farmacologo clinico è "gravemente viziata dalla scarsa conoscenza di questo settore" e "gravemente lesiva delle prerogative della professione del farmacista e, in particolare, della competenza e del ruolo dei farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali". Questo il giudizio espresso, rispettivamente, dal presidente della Sifo Simona Serao Creazzola, e dal presidente della Fofi Andrea Mandelli, i quali hanno affidato a un comunicato congiunto la denuncia della "irrazionalità" della proposta di legge a firma dell'onorevole Angela Ianaro. La proposta, ricorda la nota, prevede l'istituzione sperimentale per un triennio di "centri operativi e gestionali del farmaco presso le strutture sanitarie pubbliche" costituiti da farmacologi clinici, "con oneri per lo Stato pari a 30 milioni di euro".
Fofi e Sifo ribadiscono come queste funzioni siano già "affidate e svolte quotidianamente dalla farmacia ospedaliera, il cui personale vanta un percorso post laurea specifico e completo anche in ambito farmacologico", applicato anche in "una fruttuosa attività di ricerca e sperimentazione, come quella del programma 'Farmacista di Dipartimento quale strumento per la prevenzione degli errori in terapia e Implementazione delle politiche di Governo Clinico in ambito oncologico', organizzato dal Ministero della Salute nel 2010 in collaborazione con Fofi, Sifo, Aiom ed Eahp, i cui contenuti sono stati ampiamente ripresi, senza venire citati espressamente, nel progetto di legge Ianaro".
La nota aggiunge anche che la letteratura scientifica identifica nel farmacista ospedaliero "una figura sistematica all'interno dei team interdisciplinari di pharmaceutical care, non sostituibile con altre figure professionali".
«Riteniamo che questa Proposta di legge sia gravemente viziata dalla scarsa conoscenza di questo settore - commenta Creazzola - sia per quanto riguarda i compiti affidati alla farmacia ospedaliera già con la Legge 475 del 1968, sia per le problematiche organizzative delle strutture ospedaliere, dove l'attribuzione delle stesse responsabilità e competenze a figure diverse non può che creare confusione e, di conseguenza, diminuire qualità e sicurezza delle cure accentuando quel rischio clinico che il Progetto di legge dice di voler ridurre. Non è certo un servizio reso al cittadino/paziente».
«Questa presunta innovazione va nella direzione opposta a quella da tempo imboccata in Europa e Oltreoceano, dove il farmacista è sempre più presente a supporto del medico, nell'ospedale e nel territorio - fa notare Mandelli -. La Federazione, fin dal suo "Documento sulla professione" del 2006, ha sempre sostenuto un'evoluzione del ruolo del farmacista, ma nel pieno rispetto delle competenze degli altri attori del processo di cura». Ribadito il carattere lesivo della proposta, il numero uno della Fofi suggerisce di investire le risorse economiche disponibili «per superare l'assenza per i farmacisti specializzandi di un trattamento economico e contributivo, a differenza di quelli dell'area medica, e a istituire la figura del Farmacista di Dipartimento, che certamente può concorrere al necessario ammodernamento del sistema di governance sanitaria».
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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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