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gen112017

Farmacovigilanza via social media: pubblicato uno studio irlandese

Farmacovigilanza via social media: pubblicato uno studio irlandese
I social media, utilizzati per la condivisione sul web di testi, video e foto, sono ormai mezzi di comunicazione privilegiata della vita quotidiana privata e professionale. Da qui l'idea di approfondire il loro ruolo nell'attività di segnalazione delle sospette reazioni avverse ai farmaci (Adverse Drug Reaction, ADR). Un recente studio irlandese basato su un campionamento trasversale, pubblicato sulla rivista specializzata Journal of Pharmacovigilance, ha approfondito questa opportunità sondandone vantaggi e limiti. La farmacovigilanza coinvolge autorità regolatorie, aziende farmaceutiche e operatori sanitari interessati a garantire sempre maggiore sicurezza ai pazienti che assumono medicinali. Gli enti ufficiali producono la legislazione e le linee guida sugli obblighi di segnalazione delle ADR che i titolari dell'autorizzazione all'immissione in commercio sono tenuti a osservare insieme con gli operatori sanitari.

Il monitoraggio delle reazioni avverse anche attraverso i social media potrebbe diventare una modalità efficace e rapida di sorveglianza post-marketing, migliore rispetto ai sistemi ora disponibili spesso penalizzati dal fenomeno della sottosegnalazione. I ricercatori hanno arruolato 17 imprese farmaceutiche, 46 professionisti sanitari e 100 persone a cui è stato richiesto di rispondere a una serie di questionari per una valutazione quanti e qualitativa della proposta. Per l'83 per cento dei consumatori i pazienti sarebbero più inclini a riportare le ADR via social media, il 63 per cento dei sanitari si esprime positivamente sulla fattibilità e utilità di questi mezzi per aumentare la sicurezza dei pazienti e il 71 per cento delle aziende concorda e suggerisce di implementare gli aspetti regolatori. Alcune perplessità sono emerse riguardo l'eticità di pubblicare sul web dati sensibili, la questione della privacy e la necessità di attivare una forte collaborazione affinché i social diventino davvero uno strumento efficace di farmacovigilanza.

Perché interessa il farmacista: il potenziamento dell'attività di farmacovigilanza attraverso il web potrebbe avere un effetto positivo sull'entità delle segnalazioni delle sospette reazioni avverse ai farmaci.


Marvi Tonus
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