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lug82011

Farmindustria: le farmaceutiche italiane credono nella R&D

Le aziende farmaceutiche italiane, contrariamente alla tendenza globale riportata dal 2011 Pharmaceutical R&D factbook, puntano e investono sempre di più sulla ricerca e lo sviluppo (R&D) di nuovi farmaci

Le aziende farmaceutiche italiane, contrariamente alla tendenza globale riportata dal 2011 Pharmaceutical R&D factbook (vedi Farmacista33 29 giugno 2011), puntano e investono sempre di più sulla ricerca e lo sviluppo (R&D) di nuovi farmaci. Lo dimostrano le cifre del settore forniti da Farmindustria: 2,4 mld di investimenti, dei quali 1,2 mld in Ricerca e 1,2 mld in impianti ad alta tecnologia. Occasione per discuterli è stata la presentazione del nuovo presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, e dei nuovi vicepresidenti dell'associazione Lucia Aleotti, Maurizio De Cicco, Francesco De Santis, Daniel Lapeyre ed Emilio Stefanelli, che si è tenuta ieri. Stando alle stime, la ricerca è sostenuta per il 90% dalle imprese, e 6.050 sono gli addetti alla R&D, il 9,1% del totale (contro l'1,6% nella media dell'industria). Vanno poi considerati i 64 mila addetti nell'indotto e gli 1,4 miliardi di euro di imposte dirette e specifiche sul settore. Numeri, rileva Farmindustria, che «pongono il nostro Paese ai primi tre posti in Europa, dopo Germania e Francia, per presenza industriale, numero di imprese, valore della produzione e occupazione». Il settore delle biotecnologie per la salute, inoltre, è di alto profilo innovativo e conta 246 aziende, che investono in Ricerca e Sviluppo il 24% del fatturato, con una pipeline di 237 prodotti in sviluppo (155 in fase clinica e 82 in pre-clinica), oltre a 59 molecole in fase di discovery.


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