Sanità

mag112020

Fase 2, Dl Rilancio: in bozza zero iva e massimo prezzo consigliato per gel e mascherine

Fase 2, Dl Rilancio: in bozza zero iva e massimo prezzo consigliato per gel e mascherine
Non si pagherà più l'Iva su alcuni prodotti necessari per affrontare l'emergenza Covid-19, come gel, guanti, mascherine e ventilatori polmonari, e verrà fissato un prezzo massimo di vendita consigliato nonché un margine massimo da applicare. È uno degli aspetti di interesse sanitario e per la categoria, indicato nella bozza del Dl Rilancio in circolazione da domenica. Tra le altre previsioni di interesse sanitario; l'arruolamento dei medici, 1,2 miliardi di euro in più al Ssn per un Piano sanitario territoriale e la messa a sistema della terapia intensiva territoriale.


Prezzi mascherine e gel: Iva e margine massimo

IVA MASCHERINE E GEL - Per quanto riguarda l'attesa decisione sull'Iva, l'Art. 134 (Riduzione aliquota IVA per le cessioni di beni necessari per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19), prevede tale l'esenzione "con diritto alla detrazione dell'imposta". Nell'elenco dei beni ci sono, appunto, i ventilatori polmonari per terapia intensiva e subintensiva; i caschi per la ventilazione, le mascherine chirurgiche; mascherine Ffp2 e Ffp3; gli articoli di abbigliamento sanitari: i guanti in lattice, in vinile e in nitrile, le visiere e occhiali protettivi, la tuta di protezione, i calzari, i camici chirurgici; termometri. Lo stesso vale per i detergenti disinfettanti per mani, i dispenser a muro e tutta la strumentazione diagnostica del Covid-19.
PREZZI DI VENDITA - Indicazioni anche sui prezzi di vendita, (Art. 47. Limiti ai rincari su mascherine e altri dispositivi di protezione individuale) in quanto vengono posti limiti ai rincari su mascherine e altri Dpi: "Fino al termine della cessazione dello stato di emergenza, al fine di contenere i rischi di contagio tra la popolazione favorendo il massimo accesso a taluni prodotti utili alla prevenzione e di contrastare eventuali dinamiche speculative in danno dei consumatori" i produttori di alcuni prodotti e dei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie e delle mascherine chirurgiche, "sono tenuti ad indicare il prezzo massimo di vendita consigliato". "In caso di importazione dei dispositivi di protezione individuale di protezione delle vie respiratorie e delle mascherine chirurgiche il prezzo massimo di vendita consigliato è indicato dal soggetto importatore prevedendo un margine di ricarico sulla base di fattori fisiologici di mercato e comunque in ogni caso non superiore al 50% del costo di importazione", si legge nell'articolo della bozza. L'articolo rimanda poi agli allegati per gli importi che non possono essere superati dai rivenditori finali nella fissazione del prezzo finale di vendita.


Investimento su personale e sanità territoriale

ARRUOLAMENTO MEDICI - Per l'anno 2020 è autorizzato l'arruolamento eccezionale, a domanda, di personale della Marina militare, dell'Aeronautica militare e dell'Arma dei carabinieri in servizio temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno". In particolare, come aveva proposto il ministero della Difesa, è previsto l'arruolamento di 170 tra medici e infermieri militari: "70 ufficiali medici con il grado di tenente o grado corrispondente, di cui 30 della Marina militare, 30 dell'Aeronautica militare e 10 dell'Arma dei carabinieri" e "100 sottufficiali infermieri con il grado di maresciallo, di cui 50 della Marina militare e 50 dell'Aeronautica militare".

PIANO PER SANITA' TERRITORIALE - Oltre 1,2 miliardi di euro in più al Ssn per rafforzare l'offerta sanitaria e sociosanitaria territoriale, necessaria a fronteggiare l'emergenza epidemiologica conseguente alla diffusione del virus Sars-Cov-2 soprattutto in una fase di progressivo allentamento delle misure di distanziamento sociale. A tal fine sarà possibile, fra le altre cose, "implementare le attività di assistenza domiciliare integrata o equivalenti, per i pazienti in isolamento", "rafforzare i servizi infermieristici distrettuali" con assunzioni, "stipulare contratti di locazione di strutture alberghiere ovvero di altri immobili aventi analoghe caratteristiche di idoneità, con effetti fino al 31 dicembre 2020", per far fronte a improrogabili esigenze connesse alla gestione dell'isolamento contagiati da Sars-CoV-2", ed "è conseguentemente incrementato, per l'anno 2020, il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per un importo complessivo di 1.256.633.983 euro".

TERAPIA INTENSIVA - "E' resa strutturale sul territorio nazionale la dotazione di almeno 3.500 posti letto di terapia intensiva. Per ciascuna Regione e Provincia autonoma, tale incremento strutturale determina una dotazione pari a 0,14 posti letto per mille abitanti". Inoltre, "allo scopo di fronteggiare l'emergenza pandemica, e comunque fino al 31 dicembre 2020, si rendono disponibili, per un periodo massimo di 4 mesi dalla data di attivazione, 300 posti letto di terapia intensiva, suddivisi in 4 strutture movimentabili, ciascuna delle quali dotata di 75 posti letto, da allocare in aree attrezzabili preventivamente individuate da parte di ciascuna regione e provincia autonoma". "Le Regioni e le Province autonome - recita inoltre la bozza - programmano una riqualificazione di 4.225 posti letto di area semi-intensiva, con relativa dotazione impiantistica idonea a supportare le apparecchiature di ausilio alla ventilazione, mediante adeguamento e ristrutturazione di unità di area medica, prevedendo che tali postazioni siano fruibili sia in regime ordinario, sia in regime di trattamento infettivologico ad alta intensità di cure". "In relazione all'andamento della curva pandemica - si spiega - per almeno il 50% dei posti letto" citati "si prevede la possibilità di immediata conversione in posti letti di terapia intensiva, mediante integrazione delle singole postazioni con la necessaria strumentazione di ventilazione e monitoraggio. Al funzionamento dei predetti posti letto, a decorrere dal 2021, si provvede con le risorse umane programmate a legislazione vigente".

Sostegno a famiglie, lavoro e piccole e medie imprese

REM - Il reddito di emergenza sarà erogato in due quote da 400 euro l'una e le domande per riceverlo possono essere presentate entro il termine di giugno 2020. Il Rem non è compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito un'indennità oppure un reddito di cittadinanza, precisa ancora la bozza.

SALARI E LICENZIAMENTI - Aiuti di Stato sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari, comprese le quote contributive e assistenziali, delle imprese, compresi i lavoratori autonomi, ed evitare i licenziamenti causa pandemia di Covid-19. E' quanto prevede l'art.65 della bozza del Dl Rilancio per proteggere l'occupazione. Gli aiuti, si legge, circoscritti a imprese in settori o Regioni o di determinate dimensioni particolarmente colpite dalla pandemia, prevedono l'erogazione di una sovvenzione per un periodo non superiore a 12 mesi a decorrere dalla domanda di aiuto, per i dipendenti che altrimenti sarebbero stati licenziati a condizione che il personale che ne beneficia continui a svolgere in modo continuativo l'attività lavorativa durante tutto il periodo per il quale è concesso l'aiuto. Inoltre la sovvenzione mensile per il pagamento dei salari non deve superare l'80% della retribuzione mensile lorda (compresi i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro) del personale beneficiario. Gli aiuti disciplinati dalla norma non possono comunque "in alcun caso consistere nei trattamenti di integrazione salariale di cui al decreto legislativo 14 settembre 2015".

STATO D'EMERGENZA - Proroga dei termini previsti per la scadenza degli stati di emergenza e delle contabilità speciali. "I termini di scadenza degli stati di emergenza dichiarati" e "in scadenza entro il 31 luglio 2020 e non più prorogabili ai sensi della vigente normativa, sono prorogati per ulteriori sei mesi", si legge nell'articolo della bozza dove si precisa che non ne "derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica".

FONDO PERDUTO PER PMI - Un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di reddito d'impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva, con ricavi non superiori a 5 milioni di euro. E' quanto prevede la bozza del Rilancio al capitolo dedicato alle impresa ma ancora in attesa della verifica della copertura da parte della Ragioneria dello Stato. Tra i beneficiari dell'intervento anche gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali. Ad avere accesso al contributo, oltre al tetto di 5 mln di ricavi, anche quelle imprese il cui" fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Il contributo dunque, su queste basi, "è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019". La predetta percentuale è del 25%, 20% e 15% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori rispettivamente a centomila, quattrocentomila e cinque milioni di euro, nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. DEROGA

JOBS ACT - Nei prossimi due mesi sarà possibile rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato. E' quanto prevede la bozza in deroga all'articolo 19 e 21 del Jobs Act del 2015 che prevede che un contratto di lavoro subordinato non possa durare più di trentasei mesi. La decisione è stata presa "per far fronte al riavvio delle attività in conseguenza all'emergenza epidemiologica da Covid-19".

AFFITTI COMMERCIALI- Credito d'imposta del 60% dell'ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell'attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell'attività di lavoro autonomo. E' quanto prevede all'art.31 la bozza del Dl rilancio. Il credito spetta ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente. Solo alle strutture alberghiere, si legge, il credito di imposta spetta "indipendentemente dal volume di affari registrato nell'anno. Credito che invece scende al 30% dei relativi canoni in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d'azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell'attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell'attività di lavoro autonomo. Condizione necessaria è che i soggetti locatari abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del periodo d'imposta precedente".
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