Sanità

nov212018

Fattura elettronica, improbabile rinvio ma c'è ipotesi di deroga per farmacisti e medici

Fattura elettronica, improbabile rinvio ma c’è ipotesi di deroga per farmacisti e medici
Salvo una possibile eccezione per i piccoli professionisti con reddito inferiore a 65 mila euro interessati dalla flat tax, non ci sarebbe in ballo alcun rinvio dell'obbligo di utilizzo della fattura elettronica per i lavoratori autonomi nel 2019. Costerebbe troppo alle casse dell'Erario: il Governo dovrebbe rinunciare a circa 2 miliardi preventivati di gettito, importantissimi per trattare con l'Europa la manovra oggi nel mirino di Bruxelles. Lo ha confermato il Ministro dell'Economia Giovanni Tria, parlando di fattura obbligatoria in tutti i rapporti commerciali business to business e business to consumer e disilludendo così chi spera negli emendamenti proposti dalle opposizioni per un rinvio secco di un anno dell'obbligo (Forza Italia con Maurizio Gasparri) o per una sua introduzione graduale a partire dalle aziende con oltre 250 dipendenti (Fratelli d'Italia con il senatore Andrea De Bertoldi). Partenza dunque dal 1° gennaio 2019 per tutti, ma non per i "camici" e i farmacisti. Il Governo, specie dopo le osservazioni del Garante della Privacy sulle potenziali falle del sistema e dell'impianto normativo, appare infatti favorevole a una deroga per il solo 2019 per i medici, i dentisti, i farmacisti e tutti i professionisti sanitari tenuti ad inviare ogni inizio anno all'Agenzia delle Entrate, tramite il sistema Tessera sanitaria, i dati delle fatture fatte ai clienti, ai fini dell'elaborazione del modello 730 precompilato. Tale invio, ricordiamo, è previsto dall'articolo 3, commi 3 e 4, del dlgs 175/14.

La deroga è stata messa nero su bianco da un emendamento del relatore del Decreto Fiscale in Senato, Emiliano Fenu (M5S) a modifica dell'articolo 10 del testo. L'esonero varrà, una volta convertito in legge entro fine mese il decreto, per le sole fatture inviate tramite il sistema Ts. Per quelle che non sono spedite nel sistema Tessera sanitaria si rende invece necessaria la compilazione elettronica. Sulle modalità e i dettagli si dovrà attendere il deposito del correttivo da introdurre all'articolo 10 del decreto legge. In ogni caso, la novità viene in aiuto dei medici e anche dei dentisti: alcune associazioni odontoiatriche (AIO con il segretario Gaetano Memeo) già a ottobre avevano fatto notare sia che la fattura elettronica è mirata ad evitare l'evasione dell'Iva, e i sanitari non sono soggetti a prestazioni Iva se non in casi particolari, sia che gli stessi dati non si inviano due volte alla Pubblica Amministrazione. Su questo punto, il Garante della Privacy aveva chiesto all'Agenzia delle Entrate di contenere al minimo l'utilizzo dei dati delle fatture, che possono essere personali e sensibili (cioè attinenti la salute dei cittadini) e di cifrarli, sottolineando come il regolamento dell'Unione Europea general data protection entrato in vigore a maggio chieda minimizzazione e cifratura di questi dati e per contro le istituzioni non abbiano fin qui dato troppe e precise garanzie.

Mauro Miserendino
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