Sanità

dic52018

Fattura elettronica, sconti, società di capitale: le novità per le farmacie nella Manovra al voto

Fattura elettronica, sconti, società di capitale: le novità per le farmacie nella Manovra al voto
Non solo esenzione dalla fattura elettronica per il 2019. Nella manovra licenziata dalla commissione Bilancio, e da stasera alla prova del voto in plenaria alla Camera (che sarà seguito da quello in Senato), ci sono per le farmacie almeno altre due novità. Fanno capo ad altrettanti emendamenti: uno proposto dal governo in tema di scontistica al Servizio sanitario e uno dai deputati Trizzino (M5S) Gemmato (FdI) sulle società di capitali.

Calcolo fatturato Ssn e sconti
Il primo (41.029) esonera dallo sconto le farmacie, rurali e non, sotto i 150 mila euro di fatturato Ssn. Fin qui la normativa prevedeva sconti ridotti all'1,5% per le rurali sussidiate fino a 450 mila euro di fatturato totale e del 60% sugli importi praticati nei vari scaglioni dei prezzi dei farmaci per le farmacie con fatturato Ssn fino a euro 300 mila, urbane e rurali non sussidiate. Se passa l'emendamento, il Ssn non chiederà sconti a nessuna farmacia sotto i 150 mila euro annui di fatturato. Sopra i 150 mila e fino a 300 mila euro di fatturato Ssn restano i prelievi ridotti (ma crescenti, si va fino al 7,6% per i farmaci sopra i 154,94 euro a confezione). Al calcolo del fatturato Ssn annuo concorrono il ricavo per i farmaci di fascia A, il servizio di distribuzione per conto, assistenza integrativa e protesica erogati in regime di Ssn e regionale e ticket a carico dell'assistito. Sono invece esclusi dal computo Iva, trattenute convenzionali e di legge, differenze di prezzo tra equivalente ed originator versate dal cittadino e servizi erogati ai sensi della legge 153/2009. Gli oneri previsti dall'emendamento sono calcolati in 4 milioni annui: ricordiamo che nel 2017 la spesa Ssn nelle farmacie territoriali ha registrato un attivo di oltre 200 milioni. La norma sostiene 1.566 farmacie che fatturano circa 160 milioni, per lo più a bassissimo reddito, in comuni sotto i mille abitanti. Per gli esercenti che sui social contestano la misura, il ricalcolo di Dpc ed integrativa nel fatturato di riferimento, non applicato ad oggi in tutta Italia, in qualche regione potrebbe portare a rivedere le soglie e alla perdita dei benefici per alcune farmacie.

Società di capitali e soci farmacisti
Può essere fermato solo da un parere contrario del governo, o da un voto contrario, anche l'emendamento, teso a togliere dal mercato le società che non abbiano almeno il 51% del capitale nelle mani di un socio farmacista iscritto all'albo; una volta "pizzicata", la società verrebbe sciolta a meno che non ristabilisca la prevalenza dei soci farmacisti professionisti nel termine perentorio di 6 mesi; in caso di scioglimento della società, l'autorità competente (Comune o Asl) revocherebbe l'autorizzazione all'esercizio di ciascuna farmacia della società. Le società già costituite all'entrata in vigore della Finanziaria sono tenute ad adeguarsi entro 36 mesi alla normativa. E fin qui resta inascoltato l'appello delle catene Hyppocrates, Admenta-Lloyds, Dr Max, che ventilano 1.500 posti di lavoro a rischio e uno stop al decollo dei servizi in farmacia.

Fattura elettronica
In parallelo, viaggia in Senato la fattura elettronica: nel decreto fiscale - da convertire in legge entro il 22 dicembre-i farmacisti incamerano, limitatamente al 2019 come medici, dentisti ed altri sanitari, l'esenzione dall'invio online per le prestazioni per le quali già inviano i dati dei cittadini al sistema Tessera sanitaria; restano escluse le prestazioni per le quali il farmacista riceve fatture in formato elettronico e quelle rare per le quali è fornitore di terzi e in particolare della Pa.

Farmaceutica
Sempre nella Manovra, ci sono misure che interessano da vicino il mondo-farmaci: da gennaio '19, l'Aifa può avviare i negoziati con un'industria titolare di autorizzazione in commercio prima della scadenza se prevede un incremento del livello d'uso di un medicinale o un rapporto costo-terapia sfavorevole rispetto alle alternative in prontuario. All'articolo 42 rivisto, si prevede di non aumentare la spesa farmaceutica rispetto al 2018 ove le Regioni al 15 febbraio prossimo non avessero recuperato le somme loro dovute dalle industrie; per gli anni successivi l'Aifa tramite le fatture elettroniche saprà in tempo reale l'andamento della spesa. I fatturati delle aziende 2019 delle fasce A e H saranno rilevati entro luglio 2020 e da allora le industrie avranno 30 giorni per ripianare il 50% degli sforamenti, in caso contrario i debiti della Pa verso di esse saranno compensati fino alla concorrenza delle somme non ripianate.

Mauro Miserendino
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Schramm - La farmacia online
vai al download >>

SUL BANCO