Sanità

feb62018

Fatturato Ssn, permane difformità regionale nel computo. C'è rischio contenzioso

Fatturato Ssn, permane difformità regionale nel computo. C'è rischio contenzioso
Nonostante il chiarimento del ministero della Salute in merito al calcolo del fatturato Ssn ai fini dell'applicazione degli sconti agevolati a favore delle farmacie rurali, atteso con l'auspicio di superamento delle difformità di interpretazione a livello regionale, per ora sembrerebbe che ogni Regione continui a fare i calcoli a modo suo: solo della Calabria si ha notizia dell'adeguamento, mentre Emilia Romagna, Veneto, Sicilia e parzialmente anche la Sardegna procedono in modo difforme da quanto indicato da ministero. È questo il quadro che emerge in attesa, quanto meno, che si concluda la mappatura delle procedure con cui ogni Regione definisce il fatturato di riferimento da cui dovrebbe emergere una linea condivisa in risposta al chiarimento. Ed è quanto conferma Roberto Tobia, tesoriere nazionale di Federfarma e presidente provinciale dei titolari di Palermo, che, fa sapere, ha dato indicazioni agli associati sulla premessa che «il parere dell'ufficio legislativo del ministero della Salute è autorevole e le Regioni devono adeguarsi. Spetta agli assessori regionali - precisa - dimostrare eventualmente che il parere non è adeguato e se riscontrano criticità nella copertura finanziaria dovranno rivolgersi al Mef». Pertanto, nonostante la Sicilia abbia comunicato che sta procedendo ai "necessari approfondimenti e quindi fino alla definizione della tematica da parte degli organi competenti" e invita a "non modificare le modalità di calcolo fino ad oggi adottate", le farmacie della Sicilia, a partire dalla Dcr del mese di gennaio 2018, effettueranno correttamente il calcolo del fatturato annuo Ssn, come da indicazioni del ministero della Salute. Intenzione a proseguire come fatto finora sono state ribadite dalle amministrazioni anche in Emilia Romagna, dove nel fatturato è inclusa l'integrativa con probabile apertura di un contenzioso da parte delle farmacie, e in Veneto, dove la disomogeneità del computo è a livello di Asl. La Sardegna, aggiunge Tobia, «dopo un'iniziale allineamento ha fatto un parziale passo indietro, mantenendo nel computo la quota di compartecipazione del cittadino».
Dal canto loro, le Regioni nella settimana successiva alla diffusione del chiarimento ministeriale hanno deciso di avviare una ricognizione per tracciare una mappa dei metodi di computo in ogni regione, secondo una linea concertata dai dirigenti dei servizi farmaceutici al tavolo che assiste gli assessori regionali alla Sanità, riuniti nella Commissione salute della Conferenza delle Regioni, con l'obiettivo di dare agli assessori gli strumenti per dare una risposta condivisa. Il chiarimento, lo si ricorda, indica che il "fatturato Ssn" comprende i farmaci ceduti in regime di Ssn al netto di: Iva, sconti, assistenza integrativa e Dpc. Inoltre ha confermato quanto già sostenuto da Federfarma in merito all'applicazione dei nuovi limiti di fatturato, innalzati dalla legge 172/2017, agli sconti ex lege 662/96 e all'ulteriore sconto (2,25%) ex lege 122/2010», affermando «che si applicano anche all'esenzione sopra ricordata e che pertanto dal 1 gennaio 2018 le farmacie rurali sussidiate con un fatturato Ssn non superiore a 450.00 euro e le farmacie urbane e rurali non sussidiate con fatturato annuo Ssn non superiore a 300.000 euro, oltre ad applicare la scontistica agevolata ex lege 662/96 sono esentate dall'ulteriore sconto del 2,25%».

Simona Zazzetta
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