Sanità

giu282012

Federfarma: Convenzioni e riforma della remunerazione o sarà disdetta della Convenzione

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No ai tagli sulla farmaceutica del decretone e all’abolizione della Pianta organica. E sì a una nuova Convenzione e un nuovo sistema di remunerazione, sganciato dal prezzo del farmaco. Da dare alle farmacie in tempi strettissimi, perché altrimenti i titolari ricorreranno ad azioni sindacali che potrebbero anche arrivare alla disdetta della Convenzione. Tamburi di guerra dall’assemblea nazionale di Federfarma dove ieri si sono passati in rassegna i provvedimenti che il Governo dovrebbe varare la prossima settimana. Unanime la bocciatura nei confronti di misure ritenute insostenibili per le farmacie: come ha ricordato il presidente di Federfarma Lazio, Franco Caprino, le integrazioni all’articolo 11 su distanza e libero spostamento delle sedi «ci riporterebbero ai tempi di Crispi». Compatta contro le liberalizzazioni, l’Assemblea si è invece divisa sulla fiducia alla presidente Annarosa Racca (foto): una mozione delle opposizioni che ne chiedeva le dimissioni è stata respinta con 87 voti contrari e 61 favorevoli (dieci gli astenuti). Semaforo verde quindi alla linea della presidenza, che a Stato e Regioni lancia un aut aut da dichiarazione di guerra: o si aprono velocemente (e altrettanto velocemente si concludono) i tavoli su rinnovo della convenzione e riforma della remunerazione, oppure le farmacie scendono sul sentiero di guerra. Il che significherà un’escalation di azioni di protesta in cui l’arma “finale” sarà la disdetta della Convenzione. Le opposizioni, in crescita di consensi, si preparano dal canto loro all’assemblea del 10 luglio, quando ci sarà da votare il bilancio.


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