Sanità

dic112014

Federfarma: la priorità del 2015 è il rinnovo della Convenzione

Federfarma: la priorità del 2015 è il rinnovo della Convenzione

La farmacia a km zero, sempre in prima linea - anche nella recente vicenda dei vaccini antinfluenzali, per dare un'informazione corretta ai cittadini - ha bisogno di ossigeno, che potrà arrivarle solo con il rinnovo della Convenzione. La presidente di Federfarma Annarosa Racca, alla tradizionale conferenza stampa di fine anno, ha raccontato di un 2014 di grandi soddisfazioni sia per quel che riguarda la farmacia dei servizi, che ha ottenuto importanti riconoscimenti con l'approvazione delle linee guida da parte della Conferenza Stato-Regioni sia per la sentenza della Corte costituzionale, che legittima il divieto di vendita dei medicinali con obbligo di ricetta fuori dalla farmacia.
«Ora però nel 2015 vogliamo il rinnovo della Convenzione, che può ridare ossigeno alle farmacie in difficoltà, che è indispensabile per avviare i nuovi servizi, per riportare in farmacia i farmaci ora distribuiti in diretta e per rendere omogenee le modalità di Dpc in tutta Italia». E il cambio di remunerazione, che è presupposto indispensabile per ottenere la distribuzione di farmaci più costosi e per frenare l'emorragia della ricetta? «Non l'abbiamo lasciato perdere» ci ha risposto Racca, «ci stiamo lavorando ma non è una questione puramente economica, per consentirci di ricostruire un pezzo di fatturato, deve comprendere un progetto più ampio e strutturato di pharmaceutical care».
Sulla questione della revisione del Pht, Federfarma sta lavorando con Sifo, ha spiegato Michele Di Iorio, componente del Consiglio di presidenza, per trovare un riequilibrio nei farmaci distribuiti in farmacia: «La ricetta dematerializzata, per esempio, vale per i farmaci in convenzione e non per tutti gli altri: se l'obiettivo è che sia spendibile in tutta Italia, anche l'accesso ai farmaci deve essere omogeneo in tutte le Regioni. Perché il vaccino influenzale non può essere in fascia A per le categorie a rischio? Se le farmacie fossero centrali di acquisto, comprerebbero in modo molto più accorto rispetto alle strutture pubbliche e si eviterebbero enormi sprechi».
E le farmacie rurali, spaventate dalle aggregazioni dei medici di medicina generale? «Recentemente i medici hanno dichiarato che queste strutture hanno un senso soltanto in zone ad alta densità abitativa», ha spiegato il presidente del Sunifar Alfredo Orlandi, «e questo tutela le piccole farmacie. Le rurali oggi però hanno innanzitutto bisogno del rinnovo della Convenzione, per avere certezze sul loro futuro».

Laura Benfenati



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