Sanità

mag22019

Federfarma Lecco e Bergamo: "profonda insoddisfazione" per gestione sindacato regionale

Federfarma Lecco e Bergamo: “profonda insoddisfazione” per gestione sindacato regionale

Federfarma Lecco e Bergamo: dalla Distribuzione per conto delle Ats all'accordo integrativo regionale Mmg, dura la critica all'operato di Federfarma Lombardia

Federfarma Lombardia «in questi ultimi mesi si è resa responsabile di un grave peggioramento delle condizioni economiche e operative di tutte le farmacie lombarde. Oltretutto, sia pubblicamente che in sedi istituzionali, gli insuccessi continuano a essere sottovalutati o commentati come eventi positivi, dimostrando un'assoluta mancanza di analisi e di visione strategica». Molto duro l'attacco, reso pubblico in un comunicato congiunto, che Federfarma Bergamo e Lecco rivolgono al sindacato regionale, verso il cui operato esprimono «profonda insoddisfazione». Le due associazioni provinciali passano poi a elencare alcuni recenti avvenimenti che testimonierebbero la cattiva gestione degli interessi dei titolari lombardi.
In primo luogo, l'accordo del novembre scorso per la Distribuzione dei farmaci per conto delle Ats, «con riduzione della remunerazione stimata da Regione Lombardia in una minor spesa di 3 milioni di euro, ossia, - 10% rispetto ai circa 29 milioni di euro del precedente costo del servizio di dispensazione (dati tratti dalla DGR XI-796/2018)». Una misura di riduzione ottenibile a fronte di «un possibile ampliamento degli elenchi di farmaci da dispensare, qualora si attuasse l'ipotesi del servizio di distribuzione con cessione di contratto che porterebbe vantaggi fiscali e organizzativi esclusivamente alla Regione», e di un «nutrito elenco di promesse della Regione a valutare l'affidamento di servizi alle farmacie, senza alcuno specifico impegno di spesa e, quando previsti, con termini di scadenza ormai raggiunti senza che nulla sia avvenuto di concreto; tra questi, il famoso intendimento delle parti di affidare alle farmacie il primo ciclo di terapia».
Altro capitolo, l'accordo per la distribuzione dei dispositivi per il diabete del marzo scorso, reo di aver provocato «un pesante impatto organizzativo per le farmacie e per le associazioni di Federfarma, oltre che per i cittadini, per una mancata fase di sperimentazione, un sistema informatico non ancora pronto e una non tempestiva informazione per gli operatori». Oltre ad aver portato «la remunerazione per la dispensazione dei presidi in regime convenzionato ai minimi storici nazionali (35 cent a striscia) e, dopo due mesi dalla sua applicazione, ancora non siamo in grado di sapere se le aziende renderanno coerenti i prezzi di cessione alle farmacie con i valori dei rimborsi». Attaccate anche la consegna in Dpc dei glucometri, «per un corrispettivo che dal primo febbraio 2020 si attesterà a euro 1,30 e la dispensazione dei glucometri e delle penne sparo in regime convenzionato, qualora mancanti nel canale della Dpc, con un rimborso pari al prezzo di acquisto della farmacia».
Ultimo motivo di scontento, l'accordo appena raggiunto in Regione Lombardia, con il quale l'amministrazione regionale «stanzia complessivamente 32 milioni di euro previsti dalla Convenzione nazionale per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per il raggiungimento di obiettivi strategici del governo clinico». Tra i punti qualificanti dell'accordo «la partecipazione alla campagna vaccinale e l'aderenza al piano di screening, in coerenza con quanto disposto dall'accordo collettivo nazionale approvato nel corso del 2018». Inoltre «si riconoscono come prestazioni diagnostiche eseguibili dai medici di medicina generale anche in telemedicina quelle assicurate esclusivamente nei confronti dei propri assistiti per i quali è stato redatto e validato il Pai nell'ambito degli accordi regionali quelle di seguito riportate». Dettagli non da poco, secondo i presidenti Petrosillo (Bergamo) e Braguti (Lecco), che firmano il comunicato, poiché riconoscono, in tema di presa in carico del paziente cronico, un ruolo primario ai medici. Un plauso ai loro rappresentanti sindacali, che però non si può estendere ai «rappresentanti regionali delle farmacie che incassano perdite di ruoli, attesi da almeno dieci anni, ossia, dalla data di approvazione del Dlgs della Farmacia dei servizi; di più, l'arretramento rischia di registrarsi anche in ambito privato, almeno per le farmacie che ci hanno creduto e investito».
Infine l'auspicio che «di fronte all'evidenza dei fatti e con la partecipazione di tutte le articolazioni territoriali lombarde della Federfarma, si apra un confronto sereno e sincero che prenda avvio da un'aperta analisi delle criticità, per giungere all'individuazione delle migliori soluzioni funzionali all'inizio di una nuova gestione, più consona al servizio farmaceutico di una Regione da sempre modello trainante».
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