Sanità

lug222016

Federfarma Lombardia, lascia anche il tesoriere Braguti: sul capitale posizione sbagliata

Federfarma Lombardia, lascia anche il tesoriere Braguti: sul capitale posizione sbagliata
È caos in Federfarma Lombardia: dopo le dimissioni di Gianni Petrosillo da segretario arrivano anche quelle di Andrea Braguti, presidente provinciale di Lecco, dal ruolo di tesoriere. Le motivazioni, come spiega a Farmacista33, vanno cercate nella posizione «non condivisibile» del sindacato sull'ingresso del capitale nelle farmacie che non riflette le idee, «ben più variegate, di chi nel sindacato vede in questa evoluzione un rischio per la salute pubblica e per le farmacie».
La scelta, lo chiarisce subito, «non è una conseguenza della recente uscita di Petrosillo dal sindacato». Ed entrando nel merito, spiega: «La triste vicenda che lo ha coinvolto è stato solo lo stimolo finale a questa decisione che arriva da un progressivo disagio nel Comitato esecutivo di Federfarma Lombardia dovuto alla mancanza di condivisione di una strategia comune e di dibattito su idee e strategie su un punto importante. Da tempo chiedevo un confronto sul Ddl concorrenza e su stimolo di un articolo pubblicato sul vostro quotidiano, che riportava le posizioni opposte di Fofi e Federfarma, ho invitato i colleghi e gli associati a una riflessione e a un confronto sul tema. La posizione della dirigenza nazionale non rappresenta chi nel capitale vede un rischio per la salute pubblica, ma anche per le nostre farmacie, basti vedere cosa è successo in altri paesi con l'apertura di catene e l'arrivo di multinazionali. Il sindacato ha l'obbligo morale di esprimere un dissenso, mentre l'atteggiamento assunto è al limite del compiacimento mentre sarebbe dovuto essere molto più duro, per quanto consapevoli di non poter influire sulle decisioni del Parlamento». E aggiunge: «La relazione approvata il 13 luglio in Assemblea nazionale trattava marginalmente il tema dell'ingresso del capitale mentre sarebbe servito un dibattito serio con voto in cui ogni rappresentante provinciale potesse esprimere la propria posizione. Ma non è stato fatto. E ora ci si trova con un atteggiamento poco aggressivo verso questa evoluzione che ha dei rischi abbastanza scontati e percepiti da tutti. Tant'è che la stessa Fofi ha manifestato i propri timori in particolare sul tetto del 20% a livello regionale. Considerando che nel Comitato centrale della Federazione degli ordini molti sono titolari di farmacia ci troviamo in una situazione in cui le due maggiori istituzioni che rappresentano la categoria la pensano in modo diametralmente opposto». Braguti, in un messaggio pubblicato sui social, rivolto agli associati scrive: «Mi sono sentito spesso in questi ultimi tempi condizionato pesantemente nell'espressione delle mie idee dal fatto di essere parte di un organo direttivo in cui però, altrettanto frequentemente non ho condiviso le analisi. È tornata però prepotentemente a pervadermi l'esigenza di libertà nel mio esprimermi e sento che questa sia la cosa più importante per poter portare le istanze di tutti noi ai livelli di competenza di Federfarma».

Simona Zazzetta
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