Sanità

dic192016

Federfarma nazionale, no a elezioni anticipate. Sì a mozione non significa sfiducia

Federfarma nazionale, no a elezioni anticipate. Sì a mozione non significa sfiducia
«Un'urna non fa primavera». Così Federfarma nazionale, nel suo bollettino ufficiale, liquida chi a gran voce richiede le elezioni anticipate dei vertici del sindacato nazionale titolari, associando «erroneamente» l'approvazione dell'emendamento che prevede un rinvio a dopo le elezioni presidenziali della riforma dello Statuto federale, ad una perdita dell'appoggio della maggioranza all'attuale Consiglio.

L'emendamento è stato votato lo scorso mercoledì in occasione dell'Assemblea Federfarma ma, «sbaglia chi interpreta il voto di mercoledì come un atto di sfiducia dell'assemblea nei confronti del Consiglio di presidenza», riporta il bollettino. A intervenire sui risultati del voto erano stati rappresentanti dell'opposizione tra cui il presidente di Federfarma Lazio Osvaldo Moltedo e il presidente di Federfarma Roma Vittorio Contarina, tuttavia, a sottolineare la distinzione tra il voto espresso per la mozione e la propria considerazione per l'attuale amministrazione, sono proprio alcuni dei presidenti provinciali e regionali che hanno votato sì alla mozione.

«Chi legge il voto come un segnale di sfiducia nei confronti della presidenza prende un grosso granchio - spiega alla testata di riferimento Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia e presidente Sunifar della Lombardia - Io e gli altri due delegati della mia provincia siamo tra quelli che mercoledì hanno alzato scheda verde a sostegno della mozione, ma questo non significa che ho sfiduciato la presidenza, anzi. Io, così come gli altri delegati, ci siamo espressi soltanto per il rinvio della riforma statutaria». E ancora, «anche io ho alzato scheda verde per esprimermi sui tempi della riforma e su nient'altro - spiega Francesca Conchiglia, presidente di Federfarma Lecce - d'altronde, ricordo che un po' prima la stessa assemblea aveva approvato quasi all'unanimità, e nella massima serenità, la ricapitalizzazione di Credifarma. Quel voto come andava letto? La verità è che qualcuno ha cercato a tutti i costi lo scontro».

E allo stesso modo, Federfarma nazionale sottolinea che «anche tra i delegati sardi, così come tra i campani, ci sono stati diversi sì che valevano per il contenuto letterale della mozione, anche perché il clima di distesa collaborazione che la mattina aveva dominato i lavori dell'assemblea aveva convinto diverse rappresentanze che fosse inutile cercare altri strappi - si legge nel bollettino - Poi vanno corretti i resoconti forniti da alcuni giornali di categoria: la Sicilia è stata data interamente per il sì, hanno invece votato contro la mozione i delegati delle province di Catania, Enna, Agrigento e Ragusa.

Tra chi riconferma la propria fiducia nel Consiglio di presidenza, infine, si fanno anche notare i numeri di mercoledì: 107 le schede verdi e 76 quelle rosse, che messe assieme significano una cinquantina di assenze tra i delegati. Troppe per dare ragione a quelli che, nel day after, hanno gridato ai quattro venti che gli equilibri dell'assemblea sono cambiati», conclude la comunicazione del sindacato.


Attilia Burke
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