Sanità

ott212011

Federfarma Veneto, preoccupata per chiusura ambulatori sul territorio

Medicine di gruppo integrate, in cui medici di famiglia lavorano insieme a infermieri e specialisti, e collegate in rete. Questi i tratti essenziali della riorganizzazione delle Cure primarie disegnata dalla delibera approvata dalla Regione Veneto. Una formula verso la quale le farmacie del Veneto non sono di principio contrarie, se si riesce a garantire l’uniformità e la capillarità dell’assistenza su tutto il territorio. «Nostro timore» spiega, infatti, Marco Bacchini, presidente di Federfarma regionale, «è che le forme di concentrazione dei medici di medicina generale possano minare e compromettere l’assistenza garantita al cittadino attraverso gli ambulatori dei medici sul territorio, oggi già parzialmente compromessa dalle Utap, le unità territoriali per l’assistenza primaria». Il rischio paventato è che si possa arrivare alla chiusura di alcuni ambulatori. Da monito, secondo il sindacato dei titolari, quanto accaduto a Gambugliano, in provincia di Vicenza, dove «il sindaco si sta battendo per non perdere la presenza del medico nell’ambulatorio del paese, situazione che potrebbe portare a cascata, come dichiara lo stesso primo cittadino, anche alla chiusura della farmacia. Confidiamo allora nel fatto che l’attuale tendenza della Regione di puntare sullo sviluppo del modello di “rete sanitaria” sappia portare a una riorganizzazione congrua, non inseguendo un modello che forse razionalizza ma che non ottimizza e non risponde alle esigenze quotidiane della gente e del tessuto sociale».


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