NUTRIZIONE

mar12013

Ferro. L’importanza della dieta

La mancanza di ferro è una delle carenze nutrizionali maggiormente diffuse, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Nei paesi sviluppati sono invece le diete sbilanciate e povere di questo microelemento a causare stati di carenza, che si differenziano molto nella varie fasce della popolazione.

Un recente studio europeo ha valutato gli apporti di nutrienti e ha rivelato che nella popolazione maschile fra i 19 e i 64 anni l’apporto di ferro è in media l’11% inferiore ai livelli del fabbisogno stimati. Le fasce di popolazione più sensibili sono però le donne, i bambini e gli adolescenti, di questi ultimi in particolare le femmine, per le quali è determinante l’equilibrio della dieta. Nell’emoglobina è contenuto circa il 65% del ferro totale corporeo (3-4g), il 10% nella mioglobina, mentre il resto rappresenta per lo più ferro di deposito (ferritina, emosiderina o associato ad enzimi o alla proteina di trasporto transferrina). La carenza di ferro (anemia sideropenica) può comportare effetti negativi al sistema immunitario, ai sistemi di neurotrasmissione celebrale e di termoregolazione corporea. Se la carenza si instaura già durante la vita intrauterina o in età adolescenziale, quando i fabbisogni sono alti per la crescita, può essere responsabile anche di deficit cognitivi.

Fonti alimentari
In generale l’organismo mantiene l’equilibrio marziale costituendo dei depositi, modulando l’assorbimento dagli alimenti della dieta e recuperando dal catabolismo degli eritrociti. L’assorbimento di ferro aumenta quando le riserve sono basse, ma solo fino a che le perdite si mantengono entro certi limiti. Il ferro negli alimenti è presente in due forme, dalla diversa biodisponibilità. La forma eme, caratteristica delle carni e del pesce ha una biodisponibilità del 25% ed è indipendente dagli altri costituenti della dieta; la forma non-eme tipica delle fonti vegetali ha un assorbimento generalmente inferiore, fortemente influenzato dalla presenza di fattori che lo possono limitare (fitati e polifenoli) o favorire (vitamina C o alimenti contenenti ferro eme).

Fabbisogni
I fabbisogni sono diversi in funzione dell’età e del sesso. Nelle donne particolare attenzione va posta agli stati di aumentato fabbisogno per bilanciare le perdite e in gravidanza. Secondo l’ultima revisione dei “livelli di assunzione raccomandati per la popolazione italiana” (Larn 2012) i fabbisogni sono i seguenti:

 Bambini e adolescenti

Assunzione giornaliera raccomandata

4-6 anni

11 mg

7-10 anni

13 mg

11-14 anni (maschi)

10 mg

15-17 anni (maschi)

13 mg

11-17 anni (femmine)

18 mg

 Adulti

 

18 - >75 (maschi)

10 mg

18-59 (femmine)

18 mg

59->75 (femmine)

10 mg

 Gravidanza

 27 mg

www.sinu.it/larn/mineral1.asp
Theil EC. Iron homeostasis and nutritional iron deficiency. The journal of nutrition 2011 141:724S-728S
Viñas BR et al. Projected prevalence of inadequate nutrient intakes in Europe. Ann Nutr Metab2011 59(2-4):84-95
Ferrari M et al. Evaluation of iron status in European adolescents through biochemical iron indicators: the HELENA study.  Eur J Clin Nutr 2011 65(3):340-9

Francesca De Vecchi - specialista in scienze dell’alimentazione


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