Sanità

gen172018

Finanziamento Farmacia dei servizi, Mandelli: più semplice remunerare chi sperimenta

Finanziamento Farmacia dei servizi, Mandelli: più semplice remunerare chi sperimenta
Un passo avanti nella farmacia dei servizi, nella legge di stabilità 2018, accoglie la rielezione di Andrea Mandelli e della compagine da lui guidata ai vertici Fofi: per essere remunerata la farmacia dove si sperimenta non dovrà dimostrare che i suoi servizi sono innovativi, ma solo che offre questi servizi. La novità è sottolineata dallo stesso sen. Mandelli all'indomani del voto che ha visto rieletta la squadra alla guida degli Ordini dei Farmacisti nell'ultimo triennio, con il vice sen. Luigi D'Ambrosio Lettieri, il segretario Maurizio Pace e il tesoriere Mario Giaccone. Mandelli ricorda come in questi anni parte consistente della politica federale, promossa anche in Senato, sia stata rivolta allo studio e al miglioramento del modello della farmacia dei servizi e all'evoluzione della pharmaceutical care, con il progetto I-Mur sull'asma.
Ora però scatta il collaudo sul campo della farmacia dei servizi in più regioni, grazie a un emendamento presentato proprio da Mandelli e da D'Ambrosio Lettieri in qualità di senatori. La norma prevede che in farmacia si attivino in via sperimentale, oltre al supporto all'aderenza alle terapie, gli altri servizi previsti dalla Legge n. 69: assistenza domiciliare integrata a pazienti residenti, servizi di secondo livello, analisi di prima istanza, prenotazioni di esami, ritiro referti, prestazioni su prescrizione medica. Il ministero della Salute, d'intesa con quello dell'Economia e con Regioni, individueranno nel 2018 tre Regioni "equamente distribuite" tra Nord, Centro e Sud, altre tre nel 2019 e ancora tre nel 2020 da finanziare con 6 milioni di euro il primo anno, 12 nel secondo e 18 nel terzo per la remunerazione delle prestazioni. All'indomani delle urne, Mandelli a Farmacista 33 parla di come le previsioni di legge potrebbero essere rese operative.

Presidente Mandelli, con qualicriteri verranno scelte le regioni?
«Il testo della Legge di Bilancio riporta un solo criterio, e cioè che le Regioni abbiano una popolazione superiore a 2 milioni e nel complesso rappresentino tutto il territorio nazionale: Nord, Centro e Sud. Gli altri criteri di scelta saranno individuati dalle Regioni stesse e dai Ministeri di Salute ed Economia».

Come saranno ripartiti i finanziamenti? Il programma di educazione sanitaria sull'asma può essere un esempio?
«Non esistono precedenti: abbiamo subito sottolineato come questo fosse il primo finanziamento destinato a remunerare i presidi che operano secondo il modello della farmacia dei servizi disegnato da Legge 69/2009 e decreti applicativi. Il finanziamento da un milione previsto nella Legge di Bilancio 2016 era invece finalizzato alla sola sperimentazione della Medicine Use Review nel sostegno all'aderenza terapeutica nell'asma, sulla base dei risultati ottenuti dal nostro progetto I-Mur, che continua a raccogliere riconoscimenti e a fornire risultati scientifici per il lavoro condotto dall'Università del Kent e dalla London School of Economics. Altro aspetto importante: mentre nella Legge 69 era previsto che si dovesse dimostrare la "validità" in chiave costo-efficacia della farmacia dei servizi per procedere alla sua introduzione concreta nei Servizi Sanitari Regionali, e alla conseguente remunerazione delle farmacie stesse, in questa sperimentazione si procede all'attivazione dei servizi e alla loro remunerazione per verificare poi il rapporto costo/beneficio in vista dell'ampliamento a tutto il territorio nazionale. È una "rivoluzione copernicana", cui non sono estranei i positivi risultati ottenuti dal progetto Fofi nel dimostrare l'efficacia, anche sul piano economico, dei servizi cognitivi erogati dal farmacista di comunità. Con questa disposizione si è raggiunto un altro degli obiettivi che la Federazione si era posta dal 2006 con il Documento federale in cui si disegnava l'evoluzione della professione e del servizio farmaceutico».

Quali i servizi cognitivi da attivare per primi?
«Anche in questo caso saranno Regioni e ministeri competenti a individuare un certo numero di servizi che rispondano alle esigenze di tutte le Regioni protagoniste della sperimentazione. È chiaro che sarebbe poco sensato prevedere tra i servizi, per esempio, la partecipazione all'Assistenza domiciliare integrata in Regioni che non l'hanno attivata. Per contro, prestazioni cognitive a supporto dell'aderenza alla terapia o le attività di front office hanno maggiori probabilità di trovare applicazione in qualsiasi regione».

Mauro Miserendino
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