Sanità

set42015

Firmato dal ministero Salute regolamento Fse. Nel nucleo minimo di dati c'è Dossier farmaceutico

Firmato dal ministero Salute regolamento Fse. Nel nucleo minimo di dati c’è Dossier farmaceutico
Favorire la qualità, il monitoraggio, l'appropriatezza nella dispensazione dei medicinali e l'aderenza alla terapia ai fini della sicurezza del paziente, con un aggiornamento a cura della farmacia che effettua la dispensazione. È questa la finalità del Dossier farmaceutico, che costituisce la parte specifica del nucleo minimo di informazioni del Fascicolo sanitario elettronico (Fse) - "l'insieme di dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l'assistito" -, secondo quanto si legge nel regolamento del Fse, che ha ricevuto la firma del ministero della Salute ed è ora in attesa di quelle della Semplificazione e dell'Economia. Nel regolamento, che fissa l'operatività del Fascicolo, il Dossier farmaceutico fa parte di quel nodo fondamentale di dati "uguale per tutti i fascicoli istituiti dalle regioni", insieme a dati identificativi, referti, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, profilo sanitario sintetico - compilato dal medico di medicina generale o dal pediatra, e che riassume la storia clinica dell'assistito e la sua situazione corrente conosciuta - e consenso o diniego a donazione organi e tessuti. Il Fascicolo comunque può contenere anche una serie di altri documenti e informazioni che fanno invece parte dei dati integrativi che regioni e province possono attivare anche in funzione delle politiche sanitarie presenti e del livello di digitalizzazione raggiunto. Tra questi, di interesse farmaceutico, ci sono prescrizioni farmacologiche, specialistiche, ecc., piani diagnostico-terapeutici, erogazione di farmaci, vaccinazioni, dati a supporto delle attività di gestione integrata dei percorsi diagnostico terapeutici. Inoltre, tra i dati integrativi, ci sono anche prenotazioni, cartelle cliniche, esenzioni, dati a supporto delle attività di telemonitoraggio, e così via. Come si legge in una nota del Ministero della salute, si tratta di un passaggio importante che permette di "facilitare l'integrazione delle diverse competenze professionali, fornire una base informativa consistente, contribuendo al miglioramento di tutte le attività assistenziali e di cura".

Francesca Giani

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