FITOTERAPIA

ott252013

Fitoterapia e sistema immunitario, tra miti ed evidenze

Quando si tratta di rinforzare il sistema immunitario è spontaneo pensare a rimedi fitoterapici, in realtà non tutti gli estratti conosciuti si sono dimostrati davvero efficaci nella pratica clinica. L’Echinacea, per esempio, non è più in cima alla lista

È risaputo che la fitoterapia può rinforzare il sistema immunitario (SI) ma non sempre con gli esiti attesi. L’Echinacea, ad esempio, è davvero sicura ed efficace? La Cochrane e l’Emea la indicano nella profilassi e nel trattamento a breve termine del raffreddore. Tuttavia pare sia solo la specie purpurea ed il succo ottenuto dalle parti aeree a stimolare il SI non specifico (fagocitosi da macrofagi, attività delle natural killer). Questo significherebbe che molti estratti di Echinacea in commercio sono inefficaci. Se poi si considera il rischio di tossicità cutanea e respiratoria dovuta ai lattoni sesquiterpenici e l’attività sul citocromo 3A (un sistema endogeno che metabolizza diversi farmaci), ci si chiede se vale la pena utilizzarla(1). Sicura ed efficace è invece la radice di Astragalus membranaceus, considerata tra i più importanti tonici della Medicina tradizionale cinese. La sua frazione polisaccaridica ha dimostrato di aumentare in vitro le cellule staminali nel midollo osseo e nel tessuto linfatico; inoltre ne promuove lo sviluppo a cellule immunitarie attive. Pare sia anche in grado di stimolare la produzione di anticorpi e macrofagi, attivare i linfociti T e le natural killer(2). Tuttavia gli effetti più importanti riscontrati sono attribuiti all’attività protettiva nei confronti di alcuni organi vitali tra cui cuore, reni, fegato e tessuti parenchimali. Esiste anche per l’Astragalo un potenziale di interazione farmacologica che viene positivamente sfruttato in clinica per ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e radioterapia. Il farmacista può avvalersi di 2 tipologie di estratti secchi di Astragalo, rispettivamente titolati al 16% e al 70% in polisaccaridi. Sono al vaglio degli studiosi 2 funghi cinesi, il Reishi (Ganoderma lucidum) e il Shiitake (Lentinus edodes). Dai loro corpi fruttiferi si estraggono i beta-glucani, dei polisaccaridi eterogenei attivi sia sul SI specifico che aspecifico. Interessante è anche il potenziale antitumorale esibito in vitro dalle frazioni triterpeniche del Reishi (ac. ganoderico). Trattandosi di estratti ad elevato rischio di contaminazione, si consiglia di verificare accuratamente l’attendibilità del fornitore(3). Per le farmacie sono disponibili estratti secchi titolati al 30% in polisaccaridi. 

(1) Planta Med. 2010 Mar; 76(4):378-85
(2) Altern Med Rev. 2003 Feb; 8(1):72-7
(3) Appl Microbiol Biotechnol. 2013 Jan; 97(2):477-501 

Angelo Siviero
Farmacista esperto in fitoterapia e galenica
info@fitovallee.com


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