FITOTERAPIA

ott42011

Fitovigilanza: quando è una responsabilità del farmacista?

Dipende molto da come il farmacista interpreta il suo ruolo e da come vive le sue competenze. Così emerge da un’indagine della facoltà di Farmacia dell’università di Toronto. I prodotti fitoterapici e quelli di origine naturale sono venduti in farmacia quasi sempre come prodotti da banco, cioè senza che sia necessaria la prescrizione di un medico. Tuttavia le informazioni sul loro profilo di sicurezza e sugli eventuali effetti avversi sono spesso incomplete. Si potrebbero completare raccogliendo dati dalle “segnalazioni di sospetta reazione avversa da farmaci”, i moduli appositamente creati (anche dal ministero della Salute italiano) per la segnalazioni di farmacovigilanza che i professionisti della sanità devono compilare e inviare ai centri di raccolta nazionali. Tuttavia proprio per i prodotti cosiddetti naturali queste segnalazioni sono piuttosto carenti. Le interviste effettuate a 12 farmacisti canadesi erano mirate a comprendere i motivi che possono portare a mancate segnalazioni su questi tipi di prodotti. Le risposte sono state: mancanza di tempo, complessità del processo di reportistica, mancanza di conoscenza sui prodotti naturali. Si è però evidenziato che ci sono farmacisti che accettano di assumersi la responsabilità anche su questi prodotti e sono quelli che hanno una diversa visione del proprio ruolo. Si percepiscono come “generatori di conoscenza” capaci di contribuire alla conoscenza complessiva condividendo le proprie informazioni con una platea sanitaria il più vasta possibile. 

International Journal of Pharmacy Practice. doi: 10.1111/j.2042-7174.2011.00150.x


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