Sanità

ott42019

Formazione continua e studio, Pani: le uniche armi del farmacista per affrontare il futuro

Formazione continua e studio, Pani: le uniche armi del farmacista per affrontare il futuro

Lo studio e la formazione sono l'unica difesa del farmacista in una realtà che cambia molto rapidamente e in cui l'intelligenza artificiale è già entrata in modo dirompente nella gestione di alcuni aspetti della salute dei cittadini

Lo studio e la formazione sono l'unica difesa del farmacista in una realtà che cambia molto rapidamente e in cui l'intelligenza artificiale è già entrata in modo dirompente nella gestione di alcuni aspetti della salute dei cittadini. Questo il messaggio lanciato da Luca Pani professore all'Università di Modena e all'Università di Miami ed ex DG Aifa, nella sua relazione dal titolo "Resilienza farmaceutica e il Governo Futuro della Medicina" in apertura dei lavori di FarmacistaPiù, il congresso dei farmacisti italiani al via oggi a MiCo di Milano per una due giorni di lavori, workshop e convegni. Pani ha esordito sottolineando come in primo luogo sia cambiato il paziente che con l'innovazione digitale nell'ambito salute, non più solo tale, ma un ibrido: «Non c'è più differenza tra il paziente e il consumatore e le nuove aziende farmaceutiche oggi si chiamano Amazon, Facebook, Google, Apple, Microsoft. In questo contesto per il farmacista si apre uno spazio perché questo consumatore è un nuovo ibrido, un individuo sano ma a rischio. E l'unico luogo sanitario in cui si eroga salute in cui questo soggetto entra è la farmacia».

Pani ha poi illustrato la strada per recuperare il Ssn: «l'inclusione digitale di pazienti-consumatori, la formazione e l'educazione continua di chi si occupa di salute perché il sapere scientifico cambia ed evolve ogni 60 giorni, e il recupero del tempo per l'interazione umana per parlare con i pazienti perché laddove non arriverà l'operatore sanitario arriverà l'intelligenza artificiale in grado di collegare tutti i dati e parametri registrati dai device connessi usati dai pazienti e dare risposte rapide, intervenire, anche in emergenza».
In questo contesto « L'unica difesa e l'unico modo di rilanciarsi che il farmacista ha è un'informazione ed educazione continua. Dovete studiare, studiare, studiare. È l'unica arma disponibile, davanti all'ignoto, per renderlo un po' meno ignoto» spiega Pani.
Ma qual è il futuro sul quale concentrarsi? «Dieci sono le tecnologie dirompenti di cui si deve sapere - secondo Pani - I primi da prendere in considerazione sono i nuovi test autodiagnostici, che misurano sino ad 11 parametri, che l'intelligenza artificiale comincia a combinare, per dare suggerimenti in termini di terapia o di prevenzione». A seguire i sensori per l'autocontrollo e i device indossabili «oggi già in grado di effettuare una misurazione cardiaca paragonabile ad un ECG» sottolinea Pani. «l'evoluzione delle videocamere per il monitoraggio dei pazienti passerà attraverso la rete elettrica. Senza immagini, nel rispetto della privacy, sarà in grado di rilevare i movimenti effettuati da un singolo individuo all'interno di un'abitazione». Già in uso è anche il monitoraggio remoto.

Fondamentale sarà la lettura del genoma, i cui costi di mappatura sono ormai crollati «con meno di 500 euro è possibile avere le 700 pagine del proprio genoma personale in circa un giorno. Insieme si può avere l'interpretazione, di tutti i fattori di rischio correlati». Per proseguire, il riconoscimento vocale e il riconoscimento di pattern per l'interpretazione delle immagini è una prerogativa dell'intelligenza artificiale che «in specialità come la dermatologia o la radiologia, stanno cominciando fare velocissime analisi dei pattern delle immagini».
La realtà aumentata ha già cambiato la gestione delle fobie o quella della percezione del dolore nei bambini, mentre la robotica interventistica è già nelle sale operatorie, rendendo più veloci le operazioni chirurgiche. In futuro «ci sarà una convergenza di queste tecnologie, che diverranno sinergiche, mettendo insieme competenze differenti per creare un infermiere artificiale, un farmacista artificiale, un medico artificiale, che definirà in modo probabilistico le condizioni del paziente».
In conclusione, sottolinea Pani: «compito delle Federazioni qui presenti sarà quello di guidare il farmacista attraverso questa trasformazione. Ma se da una parte servono investimenti e nuovi leader, dall'altra se non c'è un gancio legislativo, niente può accadere. Il tempo della politica non è il tempo della tecnologia, ma si deve sapere che la deregolamentazione non consente di tornare indietro».

Chiara Romeo
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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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