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Cumulo professioni: farmacisti biologi nutrizionisti? I paletti fissati e le questioni irrisolte
Administrator
#1 Inviato : giovedì 27 settembre 2018 2.38.30(UTC)
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Messaggi: 2.108

CUMULO PROFESSIONI: FARMACISTI BIOLOGI NUTRIZIONISTI? I PALETTI FISSATI E LE QUESTIONI IRRISOLTE


È aperto il dibattito sul cumulo dell'attività del farmacista con altre professioni sanitarie e, in particolare, non sono pochi i farmacisti che si interrogano sulla possibilità di dare consigli alimentari e su quale sia il confine di una educazione sanitaria, a fronte soprattutto di un percorso formativo specifico seguito. Intanto, dopo la sentenza del Consiglio di Stato di agosto, viene ribadito il divieto dell'esercizio contemporaneo in capo alla stessa persona della professione...

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Antonio Sartini
#2 Inviato : giovedì 27 settembre 2018 15.21.36(UTC)
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L’attuale legge 11 gennaio 2018, n. 3 – che di fatto ha solo aumentato le incompatibilità della professione di farmacista con le altre professioni sanitarie. L'articolo 102 del RD n. 1265/1934 (TULLSS)fa parte di una legge che risale al periodo in cui le professioni sanitarie principali erano solo tre, medico, veterinario e farmacista, quindi è nata per tutelare il consumatore finale dal conflitto di interessi tra dispensatori e prescrittori di farmaci con obbligo di prescrizione.  Oggi non si comprende quale possa essere la ragione per cui tale divieto debba essere allargato a tutte le nuove professioni sanitarie oltre a quelle a cui compete, in via esclusiva, la prescrizione dei farmaci etici. La stessa sentenza n. 4877 dell'8 agosto 2018 del Consiglio di Stato parla di medico-farmacista, di rischio per “eccessive prescrizioni di medicinali pro domo sua”. Che cosa ha a che fare con le professioni sanitarie che non possono prescrivere farmaci etici? Allora lo stesso farmacista che vende e, allo stesso tempo, consiglia un farmaco OTC e/o un integratore alimentare sarebbe in conflitto di interessi con se stesso! Nel caso specifico del farmacista e biologo nutrizionista, questa legge è intervenuta a gamba tesa sulla vita professionale di chi già da anni praticava la doppia professione, in alcuni casi danneggiando farmacisti collaboratori o titolari di piccole farmacie/parafarmacie, che basavano il sostentamento economico della propria famiglia anche sulla doppia professione. Senza contare il tempo, il denaro ed il sacrificio per realizzare una doppia carriera professionale. Questa legge ha danneggiato anche i farmacisti studenti già in corso, se non in dirittura di arrivo, per diventare anche biologi nutrizionisti. Ma gli articoli 3 e 4 della nostra costituzione a cosa servono? È possibile che si permetta ad una legge ante-guerra, di discriminare la professione del farmacista rispetto ad altre professioni sanitarie? Ad esempio: perché un biologo può essere anche psicologo ed un farmacista no? Qui non si tratta di creare tensioni tra ordini o di prevaricare le competenze di altri ordini professionali ma di permettere, a chi se l’è guadagnato, di esercitare entrambe le professioni esattamente come era possibile prima del 15 febbraio 2018, data di entrata in vigore della L. 3/2018. Qualcuno sostiene che l’incompatibilità tra la professione di farmacista e biologo non sussiste perché la professione del biologo non è mai esplicitamente dichiarata “professione sanitaria”, né nella L. 3/2018, né, tantomeno, nel decreto ministeriale 23 marzo 2018 che contiene l’ordinamento della professione di biologo. Tuttavia la dottrina giurisprudenziale non è dello stesso parere. Mi auguro che le nostre istituzioni continuino a sollecitare un chiarimento e, soprattutto, una modifica della normativa. Il legislatore dovrebbe pronunciarsi a favore di stimoli positivi per l’evoluzione professionale degli individui evitando le discriminazioni nei confronti di coloro che si sacrificano per l’acquisizione di nuove competenze professionali, nel rispetto delle leggi vigenti. L’art. 102 deve essere modificato e superato in senso migliorativo, quindi a favore del lavoro e dell’evoluzione professionale. Oggi è anacronistico che il farmacista venga ulteriormente discriminato e penalizzato per effetto di una legge che risale al 1934.

 

luca basolo
#3 Inviato : venerdì 28 settembre 2018 17.19.52(UTC)
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Grazie ad una classe politica incompetente, supportata da tecnici incompetenti e nonostante i suggerimenti di professionisti di grande livello, l'Italia finisce per sprecare i suoi talenti. Conosco personalmente il professor Sartini, uno dei migliori farmacisti e uno dei migliori nutrizionisti coi quali abbia avuto a che fare: grazie alle leggi illogiche perderemo uno dei due! 

martina pasquini
#4 Inviato : venerdì 28 settembre 2018 20.59.57(UTC)
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Non ha nessun senso impedire la doppia professione al farmacisti, ad eccezione delle professioni sanitarie "storiche" prescrittrici ( medico, odontoiatra, veterinario) che sono da sempre incompatibili con la professione di vendita del farmaco.
La legge Lorenzin dovrebbe essere letta come nella stesura originale che era stata approvata in prima istanza dalle Camere del Parlamento, salvo poi essere modificata poco prima dell'approvazione!
Sono allibita e se penso a quanti di noi hanno intrapreso questa strada e abbiano pagato, studiato e sacrificato del tempo libero ( e moltissimi lo stiano ancora facendo!) mi pare ancora più assurdo.
Tanto più se penso che chi ha votato per la modifica del 102 del TULS non credo sappia delle realtà esistenti dei farmacisti - biologi nutrizionisti che lavorano e pagano doppie tasse e doppia iscrizione all'albo ( o pagavano, fino allo scorso anno!).
Credo che abbiano identificato il farmacista esclusivamente come titolare......
Comunque, speriamo che il Ministero si pronunci in maniera positiva e senza discriminare chi svolge la doppia professione, dal momento che il farmacista ha competenze sulla nutrizione e segue un percorso formativo con la laurea in Scienze dell'alimentazione che garantisce la qualifica di nutrizionista.
rosa mangialardi
#5 Inviato : venerdì 28 settembre 2018 21.40.48(UTC)
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Impedire la doppia professione ad un soggetto che possiede i titoli per svolgerla è a mio parere anticostituzionale. Equivale a violare il diritto al lavoro che ogni cittadino ha. In una società come l'odierna dove per garantirsi e conservare un buon lavoro è fondamentale crescere professionalmente anche acquisendo nuovi titoli. In una situazione come quella italiana dove regna il precariato. Impedire la doppia professione inoltre significa private un cittadino di parte del suo salario, non possiamo dimenticare infatti che un farmacista guadagna in media 11 euro lordi l'ora, meno di qualunque altra professione sanitaria e di qualunque altro laureato, abbiamo un contratto nazionale scaduto da anni, privarci di crescere professionalmente e di intraprendere nuove strade senza rinunciare alla professione per la quale abbiamo studiato e nella quale crediamo, significa essere vittime di un'ingiustizia morale, economica e sociale. Un biologo può lavorare in piena autonomia e tranquillità in farmacia, allora perché un farmacista/biologo non debba poter svolgere tale mansione? Conflitto di interessi? Perdonatemi ma ciò mi fa sorridere, come può esistere il conflitto di interessi solo per un dipendente farmacista e non per un dipendente biologo? Troppe domande alle quali non sono state date risposte, troppi dubbi ed incertezze, non possono che ledere in primis il professionista ma in secondo luogo anche il cittadino.
Margherita Alessia Scano
#6 Inviato : sabato 29 settembre 2018 15.36.11(UTC)
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Io ritengo innanzitutto che il conflitto di interessi che viene citato a motivazione del divieto sia inesistente, in quanto un biologo non può fare atto di prescrizione, che risulta sempre e solo prerogativa di un Medico e quindi qui decade a mio avviso l'incompatibilità con la professione del Farmacista e quella di biologo/nutrizionista che non è una professione sanitaria prescrittrice.
In ogni caso, se anche il Nutrizionista consigliasse un integratore, si tratta appunto sempre e solo di un consiglio che non implica costrizione per il paziente e tanto meno l'obbligo di acquistarlo presso la Farmacia in cui il Nutrizionista-Farmacista lavora.
Se il consiglio al di fuori della Farmacia viene visto come conflitto di interessi, allora ne saremmo sempre soggetti nel momento in cui un qualsiasi conoscente ci chieda, al di fuori del nostro lavoro, un consiglio su un qualsiasi prodotto SOP o OTC per i sintomi influenzali, ad esempio.
So bene che sto banalizzando molto, ma è proprio perchè voglio sottolineare l'assurdità del provvedimento, che non tocca invece biologi che lavorano presso centri in cui vengono venduti e inseriti integratori all'interno dei piani alimentari e che può partecipare, inoltre, a giornate su temi specifici in Farmacia.

Dopo aver investito tanti anni nello studio per aumentare le mie conoscenze, trovo questo divieto ingiusto, limitante, discriminante e dannoso per la figura del Farmacista, già ampiamente sottovalutata.
Investire nella propria formazione, acquisire nuove conoscenze, significa per il Farmacista divenire una risorsa in più per il cittadino.
Spesso siamo il primo punto di riferimento per il cittadino con cui siamo a contatto costantemente e quindi perchè precludere al Farmacista (e solo ad esso!) la possibilità di specializzarsi su più fronti al fine di garantire un servizio sempre migliore alla comunità?

Spero che venga rivisto l'articolo 102 del TULS, ormai anacronistico e non fedele ad una realtà in cui le professioni sanitarie sono molte di più di quelle esistenti nel 1934 (!!!).
Ad oggi ci troviamo, inoltre, davanti ad una realtà della Sanità completamente diversa, che dovrebbe aggiornarsi e favorire un'evoluzione dal punto di vista professionale del Farmacista.
Elisabetta Bordignon
#7 Inviato : mercoledì 3 ottobre 2018 17.37.37(UTC)
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L’art. 102 fa riferimento ad una vecchia legge che non fa fronte alle problematiche odierne. Una volta era comprensibile che il farmacista non potesse svolgere  allo stesso tempo altre figure professionali, ma queste erano solo medico o veterinario. Ad oggi quali sono i confitti di interessi che potrebbero crearsi tra farmacisti e nutrizionisti? Ormai tutti parlano di nutrizione dagli “influencer” alle figure professionali non qualificate che danno consigli/piani alimentari oltre a vendere integratori (vedi palestre, centri estetici, ecc) . Il farmacista ha studiato 5 anni, si è poi ulteriormente specializzato ma non può esercitare entrambe le professioni in due spazi separati, questa cosa è inaccettabile. Per non parlare di un esame di stato che nemmeno ci spetterebbe visto che solo in Italia esiste il “biologo nutrizionista”, dovremmo poter essere farmacisti nutrizionisti e stop. 


Mi auguro non sarà obbligatorio dover scegliere tra le due professioni, gettando via così tempo e denaro per aggiornarsi e cercare di svolgere al meglio la propria professione. Se così fosse, temo molti farmacisti saranno costretti a cancellarsi dall' albo o addirittura ad andare all’estero, alimentando così la ”fuga di cervelli” che da sempre contraddistingue negativamente l' Italia.

Le problematiche connesse a tale argomento potrebbero condizionare la vita professionale di tutti i farmacisti che, come me, hanno o avranno l’iscrizione a due albi. Spero per questo motivo, di ricevere quanto prima delle delucidazioni su come occorre comportarsi a riguardo visto che ormai sono mesi che aspettiamo senza avere ancora nessuna risposta. 

alessandra oca
#8 Inviato : venerdì 5 ottobre 2018 15.57.55(UTC)
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Decisamente in accordo con i colleghi, una discriminazione deprofessionalizzante che viola le basi di diritto costituzionale. In un Paese pieno di mestieranti in abuso di professione si vuole penalizzare chi le competenze le ha e pure rafforzate da altra laurea sanitaria. Mi auguro e chiedo fortemente fortemente che
Sonia Mtto
#9 Inviato : giovedì 11 ottobre 2018 8.37.00(UTC)
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La legge Lorenzin ha introdotto molte nuove figure alla professione sanitaria, tra cui il biologo. Già da anni i farmacisci in possesso di doppia laurea (CTF o FARMACIA e BIOLOGIA) sono iscitti ad entrambi gli ordini e pagano regolarmente la doppia cassa previdenziale. La nuova legge improvvisamente impedisce a questi farmacisti di continuare ad esercitare nonostante ne abbiano diritto, entrambe le professione. Tutto questo a causa di una legge precedente degli anni 30 in cui il farmacista non poteva, per conflitto di interesse, svolgere altra professione sanitaria (Medico e Veterinario) in possesso dei requisiti di PRESCRIZIONE di farmaci su ricetta.

 

Le nuove professioni inserite in ambito sanitario (BIOLOGO, INFERMIERE, PSICOLOGO) NON SONO in possesso dei requisiti di PRESCRIZIONE farmaci su ricetta e per questo non entrano eticamente in conflitto di interesse con la professione di farmacista.

 

Tutto ciò risulta esser discriminatorio nei confronti dei coloro abbino studiato, superato l'esame di stato e sono regolarmente iscritti all'ordine dei biologi ed a quello dei farmacisti ma non possono svolgere entrambe le professioni, professioni per cui sono pienamente in regola con i requisiti ed i doveri.

 

Si chiede urgentemente una revisione della Legge Lorenzin, che integri la possibilità del farmacista di svolgere le PROFESSIONI SANITARIE per cui non sia prevista la prescrizione di farmaci su ricetta; cosicchè i colleghi che sonoprofessionalmente preparari ed iscritti regolarmente ai rispettivi albi, possano tornare a svolgere la doppia professione al più presto.

Giacomo Bortoletti
#10 Inviato : mercoledì 14 novembre 2018 21.38.57(UTC)
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Messaggi: 4
Assurdo.Impedire la doppia professione a Dottori aventi doppia laurea.Per di più nessuna delle due professioni è prescrittoria.
Come sempre chi si impegna viene penalizzato.
Complimenti.
Anna Mannara
#11 Inviato : sabato 17 novembre 2018 0.23.14(UTC)
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Messaggi: 1
Sono laureata in CTF ed esercito la professione di farmacista, dopo aver trascorso notti a studiare per realizzare il sogno della seconda laurea in Scienze della Nutrizione Umana e il superamento dell'esame di stato anche per la professione di biologo, mi ritrovo di fronte ad una discriminazione fortissima, una legge che mi impone di riporre nel cassetto una delle mie professioni. E' assurdo che in Italia chi sceglie di aumentare le proprie competenze venga penalizzato, ancora più assurdo se la figura professionale in questione si occupa di salute. Il farmacista laureato anche in Biologia o Scienze della Nutrizione Umana rappresenta una figura di alto profilo professionale che va tutelata e a cui va garantito il diritto di esercitare LE professioni sulle quali ha investito e costruito. L'unica strada percorribile a tal fine è la modifica dell'articolo 102 del TULS in senso migliorativo, per la tutela del farmacista e della salute pubblica che può solo trarre vantaggi da figure altamente specializzate
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