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Farmacista nutrizionista, valorizzare competenza senza infrangere le regole
Administrator
#1 Inviato : giovedì 4 ottobre 2018 11.56.45(UTC)
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Messaggi: 2.108

FARMACISTA NUTRIZIONISTA, VALORIZZARE COMPETENZA SENZA INFRANGERE LE REGOLE


La legge Lorenzin ha portato figure come dietista e nutrizionista a essere professioni sanitarie, rendendo di fatto incompatibile per il farmacista il loro esercizio. In che modo allora il farmacista e la farmacia può valorizzare competenze acquisite in questo ambito? Quale è il confine tra dieta e consiglio alimentare? Che cosa deve fare il farmacista di fronte a chi chiede consigli per perdere peso? Abbiamo girato tutte queste domande a Rachele Aspesi , farmacista e dietista, specializzata...

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Antonio Sartini
#2 Inviato : giovedì 4 ottobre 2018 11.59.48(UTC)
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L’articolo della dott.ssa Aspesi permette di focalizzare l’attenzione su di un argomento sanitario molto importante che però è fortemente sottovalutato sia dai nostri rappresentanti che dai politici forse perché non coinvolge un numero cospicuo di farmacisti.

La normativa riconosce già al farmacista da almeno quaranta anni una competenza in ambito dell’educazione e nella consulenza sanitaria, quindi anche in ambito alimentare e nutrizionale, tuttavia nel profilo professionale del farmacista non è previsto che possa fare diete. Tale competenza appartiene con modalità differenti al medico, al biologo nutrizionista ed al dietista.

Oggi è incomprensibile il motivo per il quale un farmacista che sia anche dietista, come la dott.ssa Aspesi, non possa elaborare, formulare ed attuare le diete prescritte da un medico. Allo stesso modo, è altrettanto assurdo che un farmacista, anche biologo nutrizionista non possa autonomamente elaborare diete a soggetti sani e a soggetti malati, previo accertamento delle condizioni fisio-patologiche effettuate dal medico.

L’impossibilità di cumulo di queste professioni sanitarie, che prima riguardava solo il dietista ed ora, grazie alla legge Lorenzin, è estesa anche ai biologi nutrizionisti apre una lacuna normativa che il legislatore dovrebbe affrettarsi a colmare ed il Ministero della Salute a chiarire.

Come sottolinea la dottoressa Aspesi sarebbe necessario innanzitutto definire il confine tra dieta e consiglio alimentare.

Necessita una definizione normativa del termine dieta, ad oggi genericamente intesa come un profilo nutrizionale che descriva una alimentazione quantitativamente e qualitativamente definita, rivolta a conseguire scopi preventivi o terapeutici (sempre che un medico abbia diagnosticato lo stato di patologia). Sarebbe opportuno creare anche una precisa definizione normativa e le esatte competenze, anche per tutti gli atti professionali che necessitano per l’elaborazione di una dieta, dalla somministrazione di un questionario alimentare, alle metodiche di analisi di body composition, alla misura del metabolismo di un soggetto, fino a tutto ciò che attiene la scienza tecnica dietetica. Oggi, infatti, in Italia c’è un’enorme confusione in ambito della dietetica e della nutrizione ed in questo caos “sguazzano” figure illegali che ricordano tanto i ciarlatani di altri tempi.

Dovrebbe essere definito bene in cosa consiste il consiglio alimentare e la consulenza nutrizionale, visto che qualcuno arriva ad affermare che nessuna norma vieta al farmacista di mettere per iscritto una consulenza professionale, in tale ambito, sotto forma di elaborato quali-quantitativo, purché non sia una prescrizione dietetica a scopo terapeutico. Ovviamente, vista in questa ottica, la differenza tra elaborare una dieta e dare un consiglio nutrizionale scompare, a prescindere dal “prescrivere” che è un atto esclusivo del medico.

Un chiarimento normativo è ormai fondamentale e necessario perché, oggi, dietro al termine di educatori alimentari, diet-coach, diet-blogger, consulenti nutrizionali, diet-counsellor, ecc. si nasconde di fatto chi poi, all’atto pratico, di sua iniziativa, allarga le proprie competenze e rischia di sconfinare nell’abuso di professione. Nella nutrizione sportiva e dimagrante questo atteggiamento è più che diffuso ormai.

Ricordiamoci che, sempre la legge Lorenzin, n.3 dell’11 gennaio 2018, ha inasprito l’articolo 348 del codice penale, che riguarda l’esercizio abusivo delle professioni. Per il principio di tassatività dovrebbe essere doveroso, da parte del legislatore, stabilire bene i paletti delle competenze professionali.

Non è difficile girando per il web leggere di biologi nutrizionisti e dietisti che si lamentano per comportamenti al di fuori delle competenze professionali che vengono addebitati, forse senza prove concrete, a colleghi farmacisti. Ultimamente si è sollevato anche una polemica sulla pubblicizzazione di un software nutrizionale per il consiglio alimentare in farmacia.   È chiaro che questo comportamento potrebbe portare ad uno scontro di competenze tra ordine dei biologi, il nascente ordine dei dietisti, probabilmente anche l’ordine dei medici, con l’ordine dei farmacisti.

Secondo il mio personale parere l’abolizione del cumulo soggettivo delle professioni sanitarie con quella di farmacista, fatte salve ovviamente le professioni a cui compete la prescrizione, è il modo più semplice e legale per evitare sovrapposizioni di competenze e lotte tra interessi corporativi.

Altrimenti, nel limite delle mie conoscenze, l’esercizio di una professione sanitaria dovrebbe essere regolato, in base alla Legge n. 42/99, da tre tipi di norme regolamentari:
- Profilo professionale della professione che deriva dalle leggi e anche dall’esame di stato
- Ordinamento didattico Universitario del Corso di Laurea
- Codice deontologico.

Basterebbe modificare i paletti normativi sopracitati per permettere al farmacista di elaborare diete, sempre che le altre professioni a cui compete tale elaborazione non si oppongano politicamente.

Infine, vorrei far notare, che la dott.ssa Aspesi ha dato una libera interpretazione della sentenza di Cassazione penale, sezione VI, sentenza 28 aprile 2017, n. 20281, che, di fatto, non parla di educazione alimentare, né tantomeno, cita ulteriori qualifiche che valorizzerebbero la possibilità del farmacista di fare educazione alimentare, già appannaggio dello stesso in quanto tale.

Una sentenza di cassazione inoltre non è sufficiente a colmare delle lacune normative, men che meno in ambito penale, questo lo sottolineo perché, qualcun altro, recentemente, ha attribuito a questa sentenza un valore di legge, fornendo pubblicamente una errata lettura della stessa, come atto che permetterebbe ai farmacisti di elaborare diete.

Infine vorrei far notare che in Italia l’abilitazione a elaborare diete deriva solamente dall’iscrizione all’ordine di una delle tre professioni citate che prevedono tale competenza e, soprattutto, che nessun corso o specializzazione può conferire tale possibilità ad un farmacista.

Qualora al farmacista venisse politicamente data la possibilità di elaborare diete autonomamente è auspicabile che lo stesso abbia una laurea magistrale in scienza della nutrizione umana (o analoga) oppure una specializzazione quadriennale in scienza dell’alimentazione, ma non titoli accademici inferiori/minori, nell’ottica di una competenza certificata a tutela della salute pubblica. La natura prevalentemente economica di corsi minori, nasconde il rischio di inficiare la qualità non tanto dell’insegnamento quanto della verifica di apprendimento dei discenti, ovviamente questa è una opinione/ipotesi del tutto personale e non può essere generalizzata.

Ad ogni modo, ad oggi, un ulteriore titolo di studio o corso in alimentazione/nutrizione permette al farmacista solo di ampliare il proprio bagaglio culturale ma le competenze rimangono quelle previste dalla abilitazione professionale e dalle normative che delineano questa professione.

Sonia Mtto
#3 Inviato : giovedì 11 ottobre 2018 8.33.16(UTC)
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La legge Lorenzin ha introdotto molte nuove figure alla professione sanitaria, tra cui il biologo. Già da anni i farmacisci in possesso di doppia laurea (CTF o FARMACIA e BIOLOGIA) sono iscitti ad entrambi gli ordini e pagano regolarmente la doppia cassa previdenziale. La nuova legge improvvisamente impedisce a questi farmacisti di continuare ad esercitare nonostante ne abbiano diritto, entrambe le professione. Tutto questo a causa di una legge precedente  degli anni 30 in cui il farmacista non poteva, per conflitto di interesse, svolgere altra professione sanitaria (Medico e Veterinario) in possesso dei requisiti di PRESCRIZIONE di farmaci su ricetta. 

Le nuove professioni inserite in ambito sanitario (BIOLOGO, INFERMIERE, PSICOLOGO) NON SONO in possesso dei requisiti di PRESCRIZIONE farmaci su ricetta e per questo non entrano eticamente in conflitto di interesse con la professione di farmacista.

Tutto ciò risulta esser discriminatorio nei confronti dei coloro abbino studiato, superato l'esame di stato e sono regolarmente iscritti all'ordine dei biologi ed a quello dei farmacisti ma non possono svolgere entrambe le professioni, professioni per cui sono pienamente in regola con i requisiti ed i doveri.

Si chiede urgentemente una revisione della Legge Lorenzin, che integri la possibilità del farmacista di svolgere le PROFESSIONI SANITARIE per cui non sia prevista la prescrizione di farmaci su ricetta; cosicchè i colleghi che sonoprofessionalmente preparari ed iscritti regolarmente ai rispettivi albi, possano tornare a svolgere la doppia professione al più presto.

martina pasquini
#4 Inviato : giovedì 11 ottobre 2018 12.42.37(UTC)
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Niente da aggiungere ai commenti precedenti, che sono esaustivi al massimo; tuttavia, vorrei dire che il farmacista che abbia acquisito la laurea Magistrale in Scienze dell'alimentazione ( e, naturalmente, svolga regolarmente corsi di aggiornamento, master e quant'altro!!) è senza dubbio tra le figure COMPETENTI IN AMBITO NUTRIZIONALE, insieme al dietista, biologo nutrizionista e al medico dietologo.

Vorrei ricordare, infatti, che nel percorso di studi della facoltà di Farmacia si trovano materie quali Scienze dell'alimentazione, Chimica degli Alimenti, Anatomia e Fisiologia, per cui, a mio modesto parere, il mondo della nutrizione è sempre stato parte integrante della figura del farmacista, che acquisendo la laurea magistrale, va a diventare una figura con conoscenze a 360°.

Quindi la questione " nutrizionista sì - nutrizionista no" va affrontata a monte, considerando le competenze di ciascuna figura, oltre che alla luce della legge Lorenzin che necessita ASSOLUTAMENTE di una lettura che non metta paletti assurdi al farmacista che voglia svolgere la doppia professione, con eccezione di quella di medico, odontoiatra e veterinario.

alessandra oca
#5 Inviato : venerdì 19 ottobre 2018 18.08.36(UTC)
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Non sono d'accordo con la collega Pasquini...non è un esame alla facoltà di farmacie a darti le competenze per svolgere la professione di nutrizionista! È poco e lo sappiano bene! Ci vogliono competenze date da studi completi e la normativa deve essere assolutamente rivefta. Una laurea non equivale ad un master o a corsi sparsi qua e là...! A ognuno il suo mestiere. Rispetto per chi ha due titoli di studio. Basta discriminazioni assurde e acapparraggi con scorciatoie per avere professioni che richiedono anche un esame di stato ...questo è il mio parere!!
Margherita Alessia Scano
#6 Inviato : domenica 21 ottobre 2018 12.03.29(UTC)
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Se, come riporta la Dott.ssa Aspesi la sentenza della Corte di Cassazione del 2017 (sentenza n.20281/17 del 28.04.2017 della Corte di Cassazione Sesta Sez. Penale) ha sancito che il farmacista specializzato con seconda laurea in scienze della nutrizione umana, fa parte di quelle figure professionali che hanno diritto a parlare di educazione alimentare, va da sè che, acquisendo la medesima laurea o spesso anche una specializzazione aggiuntiva a quella dei biologi (che possono esercitare la professione di biologi nutrizionisti, con la sola laurea in biologia, la quale risulta priva di esami inerenti la nutrizione in senso stretto), il farmacista DEVE poter essere autorizzato ad elaborare diete.

Sono d'accordo sul fatto che il farmacista non specializzato, si debba attenere al semplice consiglio alimentare, rimanendo nell'ambito delle proprie competenze, ma vogliamo ricordare che esistono migliaia di farmacisti che sono in possesso di una SECONDA LAUREA IN SCIENZE DELLA NUTRIZIONE UMANA, con abilitazione ed iscrizione all'albo dei biologi e che quindi hanno tutte le competenze per poter prescrivere una dieta.

Siamo fermi ad una normativa di 80 anni fa! E' sicuramente il caso che vengano prese in considerazione le naturali evoluzioni delle professioni sanitarie e che venga rivisto ed autorizzato il cumulo di tali professioni al fine di offrire un'assistenza sempre più completa al paziente.

Elisabetta Bordignon
#7 Inviato : martedì 23 ottobre 2018 8.12.48(UTC)
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Messaggi: 4
L’ART. 102 FA RIFERIMENTO AD UNA VECCHIA LEGGE CHE NON FA FRONTE ALLE PROBLEMATICHE ODIERNE. UNA VOLTA ERA COMPRENSIBILE CHE IL FARMACISTA NON POTESSE SVOLGERE  ALLO STESSO TEMPO ALTRE FIGURE PROFESSIONALI, MA QUESTE ERANO SOLO MEDICO O VETERINARIO. AD OGGI QUALI SONO I CONFITTI DI INTERESSI CHE POTREBBERO CREARSI TRA FARMACISTI E NUTRIZIONISTI? ORMAI TUTTI PARLANO DI NUTRIZIONE DAGLI “INFLUENCER” ALLE FIGURE PROFESSIONALI NON QUALIFICATE CHE DANNO CONSIGLI/PIANI ALIMENTARI OLTRE A VENDERE INTEGRATORI (VEDI PALESTRE, CENTRI ESTETICI, ECC) . IL FARMACISTA HA STUDIATO 5 ANNI, SI È POI ULTERIORMENTE SPECIALIZZATO MA NON PUÒ ESERCITARE ENTRAMBE LE PROFESSIONI IN DUE SPAZI SEPARATI, QUESTA COSA È INACCETTABILE. PER NON PARLARE DI UN ESAME DI STATO CHE NEMMENO CI SPETTEREBBE VISTO CHE SOLO IN ITALIA ESISTE IL “BIOLOGO NUTRIZIONISTA”, DOVREMMO POTER ESSERE FARMACISTI NUTRIZIONISTI E STOP. 
MI AUGURO NON SARÀ OBBLIGATORIO DOVER SCEGLIERE TRA LE DUE PROFESSIONI, GETTANDO VIA COSÌ TEMPO E DENARO PER AGGIORNARSI E CERCARE DI SVOLGERE AL MEGLIO LA PROPRIA PROFESSIONE. SE COSÌ FOSSE, TEMO MOLTI FARMACISTI SARANNO COSTRETTI A CANCELLARSI DALL' ALBO O ADDIRITTURA AD ANDARE ALL’ESTERO, ALIMENTANDO COSÌ LA ”FUGA DI CERVELLI” CHE DA SEMPRE CONTRADDISTINGUE NEGATIVAMENTE L' ITALIA.
LE PROBLEMATICHE CONNESSE A TALE ARGOMENTO POTREBBERO CONDIZIONARE LA VITA PROFESSIONALE DI TUTTI I FARMACISTI CHE, COME ME, HANNO O AVRANNO L’ISCRIZIONE A DUE ALBI. SPERO PER QUESTO MOTIVO, DI RICEVERE QUANTO PRIMA DELLE DELUCIDAZIONI SU COME OCCORRE COMPORTARSI A RIGUARDO VISTO CHE ORMAI SONO MESI CHE ASPETTIAMO SENZA AVERE ANCORA NESSUNA RISPOSTA. 
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