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Consiglio nutrizionale al centro della farmacia del futuro. Afen: serve norma chiara
Administrator
#1 Inviato : domenica 21 ottobre 2018 9.53.16(UTC)
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Messaggi: 2.117

CONSIGLIO NUTRIZIONALE AL CENTRO DELLA FARMACIA DEL FUTURO. AFEN: SERVE NORMA CHIARA


Chiedono una normativa chiara e certa i farmacisti esperti di nutrizione, che dia loro liceità nel dare consulenze in ambito nutrizionale, senza incorrere in sanzioni o in denunce da parte di iscritti ad altri ordini professionali. Lo hanno ribadito a FarmacistaPiù nella tavola rotonda dal titolo "Il farmacista-nutrizionista: le conoscenze, le competenze, la professione ed il riconoscimento negato". «Ci sembra paradossale che il farmacista non possa svolgere l'attività di nutrizionista...

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Antonio Sartini
#2 Inviato : domenica 21 ottobre 2018 9.53.16(UTC)
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Al 3° convegno AFEN, che si è svolto a Roma la scorsa settimana, sabato 13 ottobre 2019, in occasione di FarmacistaPiù 2018, lo stesso dott. D’Amore ha reso noto che la FOFI, il 22 maggio 2018, su interrogazione del legale AFEN, ha risposto che: “resta confermata la posizione della Federazione in base alla quale, nel campo della nutrizione, il farmacista può esclusivamente fornire consulenze, informazioni e consigli sull’utilizzo in ordine ai medicinali ed ai prodotti presentati in farmacia che servano all’attuazione di una dieta elaborata e prescritta da altre figure professionali”. Viene quindi di fatto ribadito il parere FOFI del 2008. Quindi, la stessa FOFI, continua a non riconoscere al farmacista la competenza di nutrizionista, inteso come colui che elabora o prescrive interventi nutrizionali. Inoltre, nella bozza SISAC dell’ipotesi dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie, si accenna solo alla “partecipazione delle farmacie a programmi di informazione sanitaria” verrà quindi eliminata quella parte del precedente accordo del 1998 in cui si parla chiaramente di collaborazione ad iniziative di educazione alimentare inerenti la dietetica infantile e senile, di corretti regimi alimentari degli adulti, la dietoterapia, la idroterapia”.

Il codice deontologico del farmacista, già nel 2007, non riportava più l’obbligo professionale del farmacista a “consigliare quelle norme igienico alimentari indispensabili per il corretto evolvere della terapia e per il mantenimento dello stato di salute” (codice deontologico del 1996), , tantomeno, “fornire consigli e indicazioni igieniche, sanitarie e alimentari” (codice deontologico del 2000). La FOFI nel 2018 in pratica ribadisce il parere del 2008. L’accordo collettivo nazionale, dulcis in fundo, elimina la figura del farmacista da collaborazioni in argomenti di dietetica.

È chiaro che il comportamento della FOFI ma anche delle altre istituzioni è volto a separare nettamente ogni competenza che riguarda la dietetica dagli atti professionali del farmacista.

Di fatto però, per l’importanza che ormai è riconosciuta all’alimentazione e alla nutrizione in ambito salutistico e in medicina preventiva, tenuto conto di quanto l’aspetto alimentare/nutrizionale sia richiesto dai pazienti/clienti della farmacia, ma, soprattutto nell’ottica della farmacia dei servizi, non si capisce perché, al farmacista che studia, si evolve e acquisisce nuove competenze professionali, nell’ambito della normativa vigente, sia vietato il cumulo delle professioni sanitarie quali quella del biologo nutrizionista e del dietista.

A mio parere la FOFI avrebbe il dovere di operare a favore della modifica dell’art. 102 del R.D. n. 1265/1934 (TULLSS), per permettere al farmacista il cumulo soggettivo di professioni come il biologo nutrizionista o il dietista. Innanzitutto, la FOFI, dovrebbe sostenere questa modifica per eliminare una norma che di fatto discrimina la figura del farmacista rispetto alle altre professioni sanitarie a cui non compete la “prescrizione medica”, poi perché tale norma è palesemente anticostituzionale e contro ogni evoluzione della professione del farmacista in ambito nutrizionale o in altri ambiti sanitari. Non si tratta solo di proteggere o agire a favore di una minoranza degli iscritti all’ordine dei farmacisti, per quanto agli stessi è stata vietata una condizione in essere fino al febbraio di quest’anno, si tratta di tutelare la possibilità di tutti i farmacisti che vogliono evolvere professionalmente, di tutti coloro che grazie alla volontà di studiare e di progredire non fanno che nobilitare questa professione e ne potenziano la possibilità di agire nell’ambito della prevenzione delle malattie e a tutela della salute pubblica.

La FOFI dovrebbe fare della “modifica dell’art. 102” un cavallo di battaglia, a favore dell’evoluzione della farmacia dei servizi, della professione del farmacista e a tutela della salute pubblica. È necessario che la FOFI solleciti un chiarimento da parte del Ministero della Salute a favore del superamento di questo scoglio professionale, privo di motivo razionale, e, allo stesso tempo, solleciti in ambito politico e presso il legislatore un intervento normativo a favore della modifica dell’art. 102, una norma anacronistica, corporativistica e priva di senso se analizzata alla luce politica e culturale del nuovo millennio.

La soluzione per promuovere la figura di un “farmacista nutrizionista” non è quella di riconoscere indiscriminatamente una competenza professionale, ma di permettere, a chi ha conseguito, o vuole conseguire tale competenza, come biologo nutrizionista o dietista, di esercitarla come atto professionale, nel contesto dell’esercizio di una doppia professione sanitaria. Tale soluzione tutela l’individualità delle competenze professionali, non crea contrasti tra professioni e non presenta conflitti di interesse.

 Lo studio, il conseguimento di titoli adeguati, il superamento degli esami di stato per conseguire una abilitazione, nonché l’iscrizione all’ordine di competenza di un determinato atto professionale, il pagamento della relativa cassa previdenziale, nonché l’aggiornamento continuo, possono solo accumunare gli interessi dei professionisti coinvolti, mettendoli sullo stesso livello e scongiurando ogni diatriba politico-professionale.

Sull’argomento in questione vedi anche i Forum di Farmacista33 intitolati “FARMACISTA NUTRIZIONISTA, VALORIZZARE COMPETENZA SENZA INFRANGERE LE REGOLE”; “CUMULO PROFESSIONI: FARMACISTI BIOLOGI NUTRIZIONISTI? I PALETTI FISSATI E LE QUESTIONI IRRISOLTE”; “NUTRIZIONISTA, ASSOCIAZIONE FARMACISTI ESPERTI IN NUTRIZIONE: LA PROFESSIONE CHE NON C’È”.

rosa mangialardi
#3 Inviato : domenica 21 ottobre 2018 10.40.16(UTC)
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Messaggi: 2

Concordo a pieno con ciò che espone Antonio Santini. Il farmacista è un professionista a diretto contatto con in paziente e con il quale il instaura un rapporto di fiducia, impedirgli di ampliare le proprie competenze attraverso percorsi di studio e acquisizione di giusti titoli è anticostituzionale. Da laureanda in scienze della nutrizione umana posso affermare che non credo che tutti i farmacisti abbiano conoscenze e competenze per poter elaborare piani alimentari e prescrivere diete e se un farmacista ha passione ed interesse nel campo alimentare debba intraprendere un percorso riconosciuto ed idoneo che al momento è la seconda laurea magistrale in scienze della nutrizione seguita dal l'abilitazione a svolgere la professione di biologo. Non vedo dove possa esistere un conflitto di interessi tra le due professioni.
Il farmacista è per legge una figura che dispensa farmaci sotto prescrizione medica, e che può consigliare otc, sop, integratori alimentari. Può fare consulenza alimentare ma non può elaborare piani alimentari.
Il biologo può elaborate piani alimentari in autonomia a soggetti sani o con patologie riconosciute dal medico. Può consigliare integratori.
Come vedete l'unica differenza tra "biologo nutrizionista" e farmacista nell'atto pratico e nel settore della consulenza alimentare è il poter elaborare piani alimentari. Un farmacista / biologo nutrizionista avrebbe questa competenza in più, che potrebbe apportare benefici al paziente. Quale sarebbe allora il rischio? Forse questa competenza potrebbe essere strumentalizzata? Beh anche qui vedo un forte controsenso. Infatti il biologo può lavorare in farmacia e molti biologi collaborano con aziende farmaceutiche...
In un sistema come questo, l'esistenza della legge 102, concepita in un era completamente diversa dal l'odierna e dove le uniche professioni sanitarie erano farmacista, medico e dentista, discrimina solo un professionista che ha investito forze, risorse, denaro e tempo per specializzarsi. Senza pensare all'enorme disagio creato a molti professionisti, che si sono visti improvvisamente davanti ad una scelta tra due professioni verso le quali sicuramente nutrono passione. Al disagio recato a tanti studenti ma anche professionisti come me, che sperano e sognano di ampliare le proprie conoscenze e competenze con l'unico fine di poter crescere professionalmente ed apportare vantaggi al paziente.
La faccenda è seria e merita sicuramente considerazione ed attenzione, perché questa incongruenza legislativa ha generato un clima di incertezze e disagi, dove a pagarne sono i farmacisti/biologi ma anche l'evoluzione e la crescita di un settore molto ambito ma mal regolamentato.


Margherita Alessia Scano
#4 Inviato : domenica 21 ottobre 2018 11.43.41(UTC)
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Messaggi: 3
Concordo sul titolo dell'articolo: vi è assoluta necessità di fare chiarezza sulle competenze nutrizionali del farmacista.
Non ritengo che tutti i farmacisti abbiano le capacità per elaborare piani alimentari, in quanto questo non è previsto espressamente nel nostro corso di laurea, ma esistono migliaia di colleghi, me compresa, che hanno scelto di approfondire le tematiche della nutrizione prendendo una seconda laurea ed effettuando un secondo esame di stato, per poter operare con coscienza e competenza nell'ambito della nutrizione umana e soprattutto nella legalità.
Professionisti che possono vantare una preparazione completa per comprendere, non solo i meccanismi della nutrizione, ma anche le interazioni con i farmaci e le implicazioni sull'intero organismo.

Dopo il decreto Lorenzin vediamo le nostre passioni e i nostri sacrifici andare in fumo, a causa di una legge del 1934 in cui si vieta il cumulo di professioni sanitarie, che al tempo erano però solo il medico ed il veterinario.
Oggi, come allora, la farmacia è un punto di riferimento cruciale per il cittadino, forse il primo presidio sanitario a cui esso si rivolge e proprio per questa caratteristica intrinseca e nell'ambito della farmacia dei servizi e della volontà di offrire un'assistenza sempre maggiore, mi chiedo perchè si voglia PENALIZZARE il farmacista che desidera studiare per acquisire maggiori competenze in ambito sanitario.
Il conflitto di interessi è una giustificazione assurda, in quanto come biologo nutrizionista, non si acquisiscono le competenze per prescrivere farmaci, si può solo eventualmente ricorrere al consiglio, lo stesso che diamo ogni giorno dietro al banco, svolgendo però sempre il nostro lavoro con professionalità e nell'interesse del paziente.
Il supporre anche solo un conflitto di interesse, svaluta e offende l'intera categoria di professonisti sanitari, quali siamo.

La "lotta" dovrebbe essere fatta all'abuso di professione, non a coloro che hanno tutti i titoli e le competenze per poter svolgere questo lavoro.
Gio pharmacy
#5 Inviato : domenica 21 ottobre 2018 11.58.18(UTC)
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Messaggi: 2

In qualità di farmacista collaboratrice da oltre dieci anni e studentessa di Scienze della Nutrizione Umana, trovo davvero assurdo che la FOFI non tuteli tanti professionisti che, come me, stanno facendo o hanno fatto innumerevoli sacrifici per arrivare a fregiarsi di una seconda laurea.

Perche è questo quello di cui si parla : non un master, non una specializzazione, non autodefinersi "esperti" in nutrizione, ma un'ulteriore laurea che ci consente di iscriverci all'ordine dei Biologi ed essere così dei professionisti anche in questo settore.

Date voce e spazio a questa classe di farmacisti sempre più numerorsa che ha continuato a studiare seriamente, che può vantare due lauree, che potrebbe mantenere il suo ruolo di farmacista e, al contempo, svolgere ache la professione di nutrizionista.

Ciò ci viene impedito da una vecchia legge, una legge del 1934 ( che all'epoca aveva sicuramente un senso) che vieta l'accumulo delle professioni sanitarie.

La Fofi dovrebbe lavorare affinchè l'articolo 102 dei TULLSS venga modificato poichè questa articolo, così com'è oggi, discrimina tutti quei farmacisti che hanno fatto o stanno facendo un ulteriore percorso di laurea, e scoraggia altri nel volerlo intraprendere.

Oggi più che mai far evolvere la nostra figura è di fondamentale importranza per la sua sopravvivenza.

Io, come tanti, resto in attesa di una risposta.

martina pasquini
#6 Inviato : lunedì 22 ottobre 2018 10.46.46(UTC)
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Messaggi: 3

Continuo a non capire il motivo per cui la FOFI non mostri interesse a tutelare i farmacisti che si sono guadagnati ( con notevole impegno e soldi) il diritto di svolgere la seconda professione di nutrizionista.

Non sono affatto d'accordo con la possibilità di estendere a tutti i farmacisti questo diritto, dal momento che , ritengo, ne andrebbe a discapito dell'intera categoria: la nutrizione va affrontata con competenza e serietà, perchè IL CIBO E' UNA MEDICINA!!

Inoltre, che ne penserebbero le altre categorie che se ne occupano? Dietisti, biologi nutrizionisti e dietologi?

Nei loro panni forse neanche io sarei contenta e difenderei strenuamente la mia professione dai possibili concorrenti!

Ma chiedo ai rappresentanti dei farmacisti ovvero alla FOFI: possiamo cercare di tutelare i colleghi che hanno acquisito competenze in più es. farmacisti-nutrizionisti o farmacisti-psicologi?

Possiamo pensare che siano delle risorse prezione e portino lustro alla categoria?

Sarebbe un'occasione per far vedere che la federazione ha a cuore gli interessi di categoria!!

E, ancora, vogliamo finalmente guardare al futuro ( la "famosa" farmacia dei servizi?) o rimanere arroccati in prese di posizioni assurde legate a leggi di quasi un secolo fa?

La modifica dell'articolo 102 del TUSL è mai come ora ASSOLUTAMENTE NECESSARIA!!

Elisabetta Bordignon
#7 Inviato : martedì 23 ottobre 2018 8.26.16(UTC)
Rank: Newbie
Messaggi: 4

Sono pienamente d'accordo con i miei colleghi.

La Fofi, come nostra federazione, dovrebbe quanto meno darci una risposta definitiva che ormai da mesi stiamo aspettando. 

E' inaccettabile che tutti i farmacisti possano prescrivere diete così come è altrettanto scandaloso che chi ha speso tempo e denaro non possa farlo. Bisogna premiare e far valere le competenze e la professionalità!!

Le problematiche connesse a tale argomento potrebbero condizionare la vita professionale di tutti i farmacisti che, come me, hanno o avranno l’iscrizione a due albi. Spero per questo motivo, di ricevere quanto prima delle delucidazioni su come occorre comportarsi a riguardo visto che ormai sono mesi che aspettiamo senza avere ancora nessuna risposta. 

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