FITOTERAPIA

giu142014

Fotoprotezione e polifenoli

Tra gli antiossidanti presenti in natura i polifenoli sono sicuramente i migliori candidati alla fotoprotezione, ma una volta assunti presentano un problema di biodisponibilità a causa di un estensivo metabolismo. È possibile tuttavia aggirare l'ostacolo con strategie fitogaleniche

Studi epidemiologici suggeriscono che l'esposizione non protetta ai raggi Uv è dannosa per la salute e può aumentare il rischio del cancro alla pelle. A contatto con i tessuti infatti i raggi Uv provocano infiammazione, stress ossidativo, alterazione del Dna e immunosoppressione. Tutto ciò si può prevenire utilizzando filtri solari ad ampio spettro e assumendo dalla dieta sostante con proprietà antiossidanti (Aox). Per definizione un Aox è una molecola in grado di neutralizzare l'ossidazione radicalica ed il suo propagarsi nelle cellule. In certi casi un Aox è anche in grado di spegnere la progressione tumorale inducendo la morte della cellula malata (azione pro-apoptotica). Tra gli Aox presenti in natura i polifenoli sono sicuramente i migliori candidati alla fotoprotezione, quindi in prossimità dell'estate il consiglio è quello di farne un buon carico dalla dieta. Ma quali sono i vegetali che ne sono particolarmente ricchi in natura? Sicuramente il the (epicatechine), l'uva (resveratrolo e Opc), la curcuma (curcumina), il melograno (ellagitannini) ed altri ancora. Purtroppo una volta assunti i polifenoli presentano un problema di biodisponibilità causato da un estensivo metabolismo. È possibile tuttavia aggirare l'ostacolo mettendo in atto alcune strategie "fitogaleniche", in primis l'ottimizzazione dell'estratto di partenza. Ad esempio il the verde sotto forma di infuso presenta già dei livelli bassi di epicatechine (Egcg) in quanto esse vengono inattivate a T > 80°C. Uno studio ha infatti confermato che la doppia estrazione del the, prima in acqua tiepida e poi a 75°, porta ad ottenere infusi molto più concentrati in Egcg. Inoltre l'aggiunta di latte o di zucchero influisce negativamente sulla stabilità delle epicatechine mentre il succo di limone ne facilita l'assimilazione grazie alla presenza di acido ascorbico. Assumere un estratto secco concentrato può garantire uno standard giornaliero di Egcg ma non limita comunque il problema della biodisponibilità, che abbiamo visto essere influenzato soprattutto dalla componente metabolica. Per questo ci vengono in aiuto i bioenancher (piperina, zenzero, glicirizzina, capsaicina etc.) ovvero delle sostanze naturali che inibiscono alcuni meccanismi fisiologici di detossificazione aumentando l'assorbimento delle molecole co-somministrate. Per capirne il potenziale basti solo pensare alla piperina, un alcaloide estratto dal pepe nero. Bastano solo pochi mg per incrementare di circa 3 volte la biodisponibilità dell'Egcg e di ben 20 volte quella della curcumina.

Angelo Siviero
Farmacista esperto in fitoterapia e galenica
info@fitovallee.com



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