Sanità

feb52018

Francia, con nuova legge più flessibile assegnazione farmacie su territorio

Francia, con nuova legge più flessibile assegnazione farmacie su territorio
In un paese «tradizionalmente rigido e conservativo» in tema di farmacie come la Francia, è stata pubblicata una legge riguardante il consolidamento organico della presenza farmaceutica sul territorio che rende «più flessibile il processo di assegnazione territoriale delle farmacie stesse e introduce il concetto di aree che necessitano di urgente presenza di farmacie perché altrimenti non sarebbe assicurato l'accesso al farmaco. In questi casi, la legge assicura all'Agenzia regionale sanitaria (Ars), il diritto di adottare misure per promuovere e rafforzare l'offerta farmaceutica locale». A segnalare la novità normativa francese è Francesco Schito Segretario Generale Assofarm, che nel commentarla sottolinea, con riferimento alla legge sulla concorrenza (L. 124/2017) come «il rilancio della farmacia territoriale non debba necessariamente passare per un'apertura incondizionata al mercato. Il pubblico può ancora giocare un ruolo».
E spiega: «Oltralpe si legifera a favore di interventi pubblici correttivi del libero mercato, da noi si producono testi come la legge 124 che è un atto di fede alla somma protagonista del libero mercato, la grande impresa. In Francia si prende atto che ci sono contesti in cui la redditività della farmacia è un fattore assai critico, e si accetta l'impegno pubblico come elemento necessario. In Italia si sta creando un sistema in cui l'obiettivo sacrosanto dell'utile non è bilanciato da alcun vincolo che rimandi a mission sanitarie pubbliche». Schito ricorda che, rispetto all'Italia, in Francia il settore ha «sofferto la crisi dell'ultimo decennio registrando un avvertibile sgretolamento della presenza capillare di farmacie sul territorio nazionale» e anche che «fenomeni che altrove hanno più o meno trovato spazio, come la fuoriuscita di alcune fasce di farmaci dalla farmacia e o altre azioni a favore del libero mercato, in Francia non hanno mai avuto spazio alcuno». A ciò si aggiunge il fatto che «su una popolazione che è il 10% più numerosa della nostra, la Francia ha il 22% di farmacie in più dell'Italia. Da qui - prosegue Schito - un provvedimento che rende più flessibile il processo di assegnazione territoriale delle farmacie stesse. E, soprattutto, introduce il concetto di zone franche, aree cioè che necessitano di urgente presenza di farmacie perché altrimenti non sarebbe assicurato l'accesso al farmaco. In questi casi, la legge assicura all'Ars il diritto di adottare misure per promuovere e rafforzare l'offerta farmaceutica locale. La piacevole novità francese ci dà la forza di affermare ciò che sentiamo da tempo ma che è decisamente fuori moda: non crediamo più alla filosofia dell'apertura incondizionata, non crediamo che basti imboccare la liberalizzazione per creare sviluppo e riequilibrio, non crediamo che sia la competizione lasciata a sé stessa a generare qualità del servizio».(SZ)
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