Sanità

set62013

Francia, furti in aumento ma non si investe in sistemi di sicurezza

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In Francia sono in continuo aumento i furti con scasso e le rapine, ma non tutti i farmacisti sono disposti o in grado di investire in sistemi di sicurezza. È quanto emerge dai dati comunicati dall’Observatoire national de la délinquance et des réponses pénales relativi al periodo giugno 2012 – luglio 2013 e da un’indagine commissionata da le Quotidien, realizzata intervistando 1.066 titolari. È risultato che le farmacie sono soggette soprattutto a furti di merce, per un valore medio pari a 500 euro l’anno. Infatti l’85% degli intervistati ha riferito di aver subito almeno un furto nei 12 mesi precedenti, mentre 6 su 10 hanno subito aggressioni verbali; decisamente più rari i furti con scasso (5,6%) e la sottrazione dell’incasso (3,4%). La sottrazione di prodotto quindi rappresenta il crimine più frequente in farmacia: nella metà dei casi spariscono circa 12 confezioni l’anno per un valore medio di 500 Euro (60% dei casi) che però può raggiungere i 200 euro (7%) o superare i 10.000 (1,7%). I furti riguardano principalmente cosmetici femminili (85,2%), seguiti a distanza da prodotti per l’igiene degli adulti (28%) e solari (22%). E tutto ciò avviene nonostante, o forse proprio perché, i farmacisti non risparmiano sulle misure di sicurezza: oltre il 60% dispone di un sistema di videosorveglianza e il 20% di porte antifurto. Tuttavia solo 2 esercizi su 10 non hanno alcuna protezione particolare e malgrado i furti in aumento nessuno dei titolari intervistati ritiene di dover rinforzare i dispositivi antifurto, anzi: 8 su 10 dichiarano esplicitamente di non essere pronti a ulteriori investimenti a questo scopo.


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