Sanità

gen162019

Frontalieri del farmaco: vanno in Svizzera per irreperibilità, prezzi e formulazioni più tollerabili

Frontalieri del farmaco: vanno in Svizzera per irreperibilità, prezzi e formulazioni più tollerabili

A spingere i pazienti italiani a rivolgersi alle farmacie oltre il confine svizzero non sono solo leve economiche, come accade per esempio per gli antitumorali, ma anche la scarsa reperibilità di alcuni farmaci, come il valsartan di cui sono stati ritirati molti lotti, o una formulazione più performante come nel caso di una penicillina intramuscolo che risulta meno dolorosa. A segnalare il ricorrente ricorso alle farmacie del Ticino da parte di questi nuovi frontalieri italiani è il quotidiano La Provincia.
Un caso esemplare, che viene riportato, è quello dei lotti di farmaci con principio attivo Valsartan ritirati dal commercio dall'Aifa a partire dallo scorso luglio: sono tra i più acquistati dai nuovi frontalieri del farmaco. Altro caso è il Questran, (colestiramina) un vecchio farmaco poco costoso ma efficace e insostituibile per chi è affetto dalla malattia di Crohn e da alcune malattie autoimmuni del fegato, da tempo esaurito in territorio italiano e difficilmente reperibile da agosto.
Ovviamente anche la componente economica gioca spesso un ruolo rilevante, soprattutto per particolari tipologie di farmaco. «Un anno fa in Italia non si trovavano i farmaci per l'epatite C, ma anche altri presidi importanti che di solito vengono distribuiti dagli ospedali», spiega Paolo Coduri farmacista della farmacia San Gottardo di Chiasso intervistato dal quotidiano. «Medicinali del genere in Italia al bancone possono costare anche 15 mila euro, qui da noi invece si spendono tra i 3 e 4mila». In crescita è poi l'acquisto di farmaci oncologici. «Sono medicinali molto costosi, chi non ha accesso tramite ospedale per mille ragioni vuole lo stesso provare tutte le soluzioni» prosegue Coduri.
Da non trascurare poi la diversa composizione di alcuni dispositivi medici, che li renderebbe preferibili a quelli distribuiti in Italia. L'esempio banale che Coduri segnala è la penicillina per i bambini: «In Italia c'è una tipologia che spesso si blocca nella siringa e che comunque, soprattutto secondo le mamme, è più dolorosa. La nostra infatti ha un quantitativo di anestetico che rende le punture meno dolorose».


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